Rapporti italo-svizzeri Parmelin a Roma, lontana l'intesa sui frontalieri

Keystone

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Il consigliere federale Guy Parmelin è giunto giovedì a Roma dove ha incontrato il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e la ministra del lavoro Nunzia Catalfo.

Durante i colloqui sono stati affrontati i temi delle relazioni bilaterali, della politica europea, della libera circolazione e i dei diversi sistemi di assicurazione contro la disoccupazione. 


Naturalmente è stata accennata anche la controversa questione dell'accordo fiscale sui frontalieri che si trascina da ormai quattro anni per le evidenti ritrosie italiane sull'argomento. In proposito Guy Parmelin, al termine degli incontri, non ha potuto far altro che constatare le difficoltà nel trovare una copertura politica all'intesa tecnica, che piace molto più a Berna che non a Roma.

E per questo ha espresso, forse per la prima volta da parte di un politico di alto rango svizzero, la disponibilità del Consiglio federale a concordare degli adattamenti al testo dell'accordo, che nelle intenzioni delle autorità elvetiche dovrebbe contribuire, attraverso la leva fiscale, a scoraggiare e ridurre fenomeni di dumping sul mercato interno. 

Molto meglio quindi concentrarsi sui proficui scambi commerciali tra i due paesi: l'Italia, ha ricordato il Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca, è il terzo partner commerciale della Svizzera. Il volume delle esportazioni elvetiche nella penisola ammonta infatti a 14,4 miliardi di franchi a fronte di 18,8 miliardi di beni importati.

Per il Belpaese la Confederazione costituisce il sesto mercato di esportazione e il decimo di importazione. Inoltre, con 21,3 miliardi di euro, la Svizzera è il sesto principale investitore straniero in Italia.

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