Zurigo difende il diritto al contante
Con un voto contrario al parere del municipio, il Consiglio comunale di Zurigo ha approvato una mozione per garantire la possibilità di utilizzare il contante nei servizi e nelle aziende legate alla città.
Zurigo si schiera a favore del diritto di pagare in contanti. Nella seduta di mercoledì il Consiglio comunale ha approvato una mozione che chiede di garantire la possibilità di utilizzare le banconote per usufruire dei servizi delle aziende gestite dalla città e in quelle che ricevono un sostegno da parte del Comune. La proposta è passata con 73 voti favorevoli e 44 contrari, malgrado il parere negativo del municipio.
All’origine del dibattito vi sono le polemiche suscitate dal Kunsthaus e dal mercatino di Natale alla stazione centrale, che per un periodo avevano adottato una politica di pagamenti esclusivamente con carte o smartphone. Di fronte alle proteste del pubblico entrambe le realtà avevano peraltro successivamente fatto marcia indietro, tornando ad accettare i contanti.
La mozione presentata dal gruppo della Lista Alternativa (AL) chiedeva al municipio di valutare come garantire, anche in futuro, l’accettazione del contante nelle istituzioni, nei servizi e nelle strutture comunali, individuando gli eventuali adeguamenti tecnici e organizzativi necessari. Durante il dibattito, Tanja Maag (AL) ha sottolineato che esistono ancora validi motivi per non utilizzare carte o cellulare, sia per ragioni tecniche, sia per tutelare la propria sfera privata dal cosiddetto “capitalismo della sorveglianza”.
Yves Henz (Verdi) ha citato il mercatino di Natale come esempio della necessità di mantenere il pagamento in contanti. Ha invitato i presenti a immaginare un nonno che, insieme al nipote, non riesce a comprare un regalo a una bancarella, pur avendo una banconota da 20 franchi. A suo avviso il contante può inoltre risultare vantaggioso anche per gli esercenti, poiché i pagamenti con carta comportano commissioni.
Il municipio aveva chiesto di respingere la mozione, preferendo esaminare la questione nell’ambito di un postulato dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) già trasmesso, che riguarda però soltanto le aziende comunali. La proposta in votazione ieri si è scontrata anche con le riserve di Partito liberale radicale (PLR, destra), PVL (Verdi liberali) e Centro, preoccupati per un possibile conflitto con la libertà economica. “Sono le aziende a dover decidere autonomamente: non è un compito dello stato”, ha sostenuto Emanuel Tschannen (PLR). L’UDC si è invece schierata con la sinistra, richiamando i temi dell’indipendenza, della sovranità e della protezione dallo stato, portando così all’approvazione dell’oggetto.
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