Zugo, la città delle tasse basse dove gli abitanti non trovano più casa
Basta con la promozione economica nel canton Zugo, che porta sì crescita, ma anche un intollerabile aumento dei costi dell'alloggio: lo chiede Urban Keiser, presidente di Korporation Zug, particolare comunità di diritto pubblico - simile a un patriziato ticinese, ma molto più vasto: interessa tutto il cantone - che è il più grande proprietario terriero cantonale e che costruisce appartamenti a prezzi accessibili.
“Fino a circa 20 anni or sono, la gente del posto riusciva sempre a trovare un’abitazione, ma oggi è diventato difficile: ecco perché costruiamo”, spiega il 61enne in un’intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger. Korporation Zug sta realizzando un complesso residenziale con 272 appartamenti: la pigione di 3,5 locali costa meno di 1800 franchi, cosa che ha creato subito una lunga lista d’attesa.
“Abbiamo criteri di assegnazione chiari, come l’occupazione minima”, spiega a questo proposito l’esponente del Centro. “Inoltre, hanno la precedenza le persone cresciute a Zugo”, aggiunge, “non so se sia politicamente corretto, ma noi procediamo così”. Il motivo è presto spiegato. “Sa qual è il bacino di utenza della città di Zugo?”, chiede l’intervistato. “Il mondo intero. Tasse basse, ambiente sicuro, paesaggi incantevoli: potremmo costruire 100’000 appartamenti e li venderemmo tutti. Non è possibile soddisfare la domanda, ma si può gestire l’assegnazione”.
Una città che cambia
Keiser dice di non avere praticamente alcun contatto con gli Expat, i lavoratori stranieri ad alto reddito che convergono su Zugo. “Naturalmente mi rendo conto che in certi luoghi il tedesco viene parlato sempre meno, che la vita cittadina sta cambiando e che alcune usanze si stanno perdendo, come quella di vendere il giornale di Carnevale la mattina presto. Ma queste cose non si possono fermare”.
Il 4 ottobre ci saranno le elezioni cantonali, chi bisogna scegliere – chiede il giornalista – per superare la crisi dell’alloggio? “È una buona domanda”, replica il maestro carpentiere. “Ormai tutti i partiti fanno della questione abitativa il loro cavallo di battaglia. In realtà si potrebbe votare chiunque… Credo che comunque cambierà ben poco. Chi può costruire alloggi? Chi possiede terreni. E i politici, ovviamente, non ne hanno. Si possono pur fare promesse, ma nella pratica servono a poco. E noi, come corporazione, non vediamo prove concrete del sostegno che ci viene dato; al contrario, le norme vengono inasprite. Alla fine questo non fa altro che rallentare e rendere più costosa l’edilizia. Lo abbiamo sperimentato noi stessi con un progetto che si trascina da 20 anni”.
“La soluzione sarebbe avere persone valide in politica, ma queste non si rendono disponibili, quindi subentrano le seconde e le terze linee”, prosegue il professionista. “Sicuramente queste persone sono soddisfatte del loro incarico: e quando si è ricchi come lo è Zugo, forse la cosa non dispiace. Ci sono così tanti soldi, se ne spendono così tanti, che alla fine tutti sono soddisfatti, ma nessuno lo è davvero. Forse bisogna semplicemente essere onesti: ogni popolo ha i politici che si merita”.
“Penso che ci dovrebbe essere più pressione da parte della popolazione, se non c’è sofferenza non succede nulla: per molti, semplicemente, il problema non è ancora abbastanza forte”, argomenta l’esperto. “Proprio perché tanti hanno già un appartamento o possiedono un immobile probabilmente non cambierà molto. E se anche dovesse cambiare qualcosa, sarebbe in peggio, soprattutto quando si tratta di eredità. In quel caso bisogna avere un contratto piuttosto solido affinché la casa rimanga in famiglia. Se manca una clausola e un figlio vuole i soldi, spesso i fratelli non riescono più a pagarglieli perché i prezzi sono aumentati così tanto. A quel punto si vende. Di solito a stranieri. È così che funziona”.
Basta incentivi economici
Ma Zugo ha ancora bisogno di crescere? “Proprio no. Anzi, si potrebbero abolire del tutto gli incentivi economici. Non ne hanno mai abbastanza. Quando una start-up o un’azienda del settore delle criptovalute si insedia a Zugo, il consiglio di stato va quasi in corpore a stringere mani, ma nella nostra impresa di carpenteria, che ha quasi 100 anni, non ho mai visto nessuno. Noi artigiani qui siamo considerati ormai solo una curiosità”.
Come sarà Zugo fra 20 anni? “Si prevede un aumento della popolazione del 50%. Il centro probabilmente avrà lo stesso aspetto, ma ci saranno più grattacieli. E la popolazione cambierà; come già detto, alcune tradizioni andranno perdute”. Dal punto di vista politico, il cantone diventerà ancora più conservatore. “Le classi sociali più basse saranno ancora più emarginate. E si tratta tendenzialmente proprio di quelle persone che votano a sinistra. In pratica si esportano i poveri: noi lo chiamiamo anche ‘Monacoisierung'”, conclude, cioè una trasformazione verso una realtà che ricorda quella del principato di Monaco.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.