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Sanija Ameti ricorre in appello contro la sua condanna

sanija ameti sorridente
Keystone-SDA

Condannata in primo grado per aver pubblicato un'immagine della Madonna con fori di proiettile, la consigliera comunale zurighese Sanija Ameti ha ora presentato ricorso al Tribunale cantonale contro la sentenza per perturbamento della libertà di culto.

La consigliera comunale zurighese Sanija Ameti (senza partito, già PVL, Verdi liberali) ha presentato ricorso al Tribunale cantonale contro la sua condanna per perturbamento della libertà di credenza e di culto emessa dal Tribunale distrettuale di Zurigo a fine gennaio. È quanto emerge da un post pubblicato su X dal presidente dei Giovani UDC (Unione democratica di centro, destra conservatrice) e granconsigliere bernese Nils Fiechter.

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Dopo la presentazione del ricorso, le parti in causa ricevono la sentenza motivata per iscritto. Successivamente decidono come proseguire. Il difensore di Ameti ha presentato il ricorso entro i termini previsti, come dimostra lo scritto pubblicato giovedì.

Il 6 settembre 2024, quando sedeva nel legislativo cittadino quale rappresentante dei Verdi liberali (PVL), Ameti aveva condiviso sulla rete sociale Instagram una raffigurazione della Madonna col Bambino, entrambi col volto bucherellato dai proiettili, e una di sé stessa in posizione di tiro. Sotto quella che la ritrae con la pistola ad aria compressa puntata figurava la scritta “abschalten”, che in italiano può essere reso con “disinnestare, fermare”. L’immagine sacra con i fori dei proiettili sul viso di Maria e di Gesù bambino era stata strappata da un catalogo di una casa di aste. Ameti ha rapidamente cancellato il post da Instagram e si è scusata, ma le foto avevano già alimentato reti sociali e media.

Lo scorso 28 gennaio il tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato Ameti a una pena pecuniaria sospesa di 60 aliquote giornaliere di 50 franchi ciascuna e a una multa di 500 franchi. Fiechter e altri accusatori privati avevano chiesto riparazione morale, sostenendo che Ameti aveva gravemente profanato simboli religiosi. Il tribunale ha rimandato le richieste a un’azione civile.

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