Il giorno di Donald Trump al WEF, c’è attesa per il suo discorso
L'arrivo di Donald Trump al WEF di Davos è segnato da una forte crisi con gli alleati europei, da lui minacciati di dazi per la questione della Groenlandia, e dalla grande attesa per il suo discorso.
Al Forum economico mondiale (WEF) di Davos mercoledì è il giorno di Donald Trump, che torna nella località grigionese dopo sei anni. Il discorso del presidente degli Stati Uniti, coinvolto in una crisi con i suoi alleati, è molto atteso.
Le minacce da parte dell’inquilino della Casa Bianca d’introdurre dazi contro otto Paesi europei se non otterrà la Groenlandia hanno sconvolto l’Europa, che si sta preparando a rispondere. I 27 Stati membri dell’UE si incontreranno in un vertice straordinario giovedì sera.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 20 gennaio 2026:
Trump ha annunciato sul suo social Truth un incontro fra le “varie parti” sul tema della Groenlandia a Davos. Il presidente statunitense ha anche iniziato a formare il suo “Consiglio di pace”, inizialmente concepito per la situazione a Gaza, ma che sta ora assumendo l’aspetto di un concorrente dell’ONU nella risoluzione dei conflitti in tutto il mondo.
La questione mediorientale sarà sicuramente celebrata da Trump come uno dei grandi successi della sua amministrazione. Il tycoon, che deve agire rapidamente in vista delle elezioni di metà mandato in calendario a novembre, potrebbe anche affrontare questioni di politica interna, come misure per abbassare il costo degli alloggi.
Per la Svizzera, l’attenzione principale sarà rivolta ai progressi sull’accordo sulle tariffe doganali, che deve essere finalizzato entro il 31 marzo. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin è rimasto finora vago sui dettagli di un potenziale faccia a faccia con il presidente statunitense.
Il viaggio di Trump – che si era già recato a Davos nel 2018 e nel 2020, mentre l’anno scorso aveva tenuto un discorso virtuale – verso i Grigioni è iniziato con un intoppo. Un problema elettrico minore ha infatti costretto il suo aereo a rientrare alla base di Andrews.
Trump e il suo entourage hanno dunque cambiato velivolo, imbarcandosi su due più piccoli, e sono decollati di nuovo poco dopo la mezzanotte, le 6 di mattina in Svizzera, con circa due ore e mezza di ritardo sulla tabella di marcia. Ci potrebbero dunque essere ripercussioni sul programma della giornata odierna.
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