I lefebvriani in Vallese consacrano i nuovi vescovi, è scisma con il Vaticano
Ignorando l'ultimo appello del Papa a fermarsi, la Fraternità lefebvriana ha consacrato quattro nuovi vescovi a Ecône, un atto che comporta la scomunica automatica e sancisce lo scisma con la Chiesa cattolica.
I lefebvriani hanno mantenuto il punto. Ad Ecône, in Vallese, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi, senza avere recepito l’appello del Papa a fermarsi.
Questo atto comporta la scomunica automatica e conseguentemente lo scisma dalla Chiesa cattolica. La comunicazione formale del Vaticano potrebbe esserci già in giornata o comunque nel giro di qualche giorno.
I vescovi ordinati senza mandato del Papa sono: Abate Pascal Schreiber (Svizzera); Abate Michael Goldade (Stati Uniti); Abate Michel Poinsinet di Sivry (Francia); Abate Marc Hanappier (Francia).
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 1. luglio 2026:
Il primo atto della consacrazione vera e propria, nel corso di una cerimonia alla quale stanno assistendo 17’000 fedeli, è stata l’imposizione delle mani sul capo dei nuovi vescovi da parte del celebrante, mons. Alfonso de Galarreta, e da mons. Bernard Fellay, co-consacrante.
La Fraternità San Pio X fu fondata nel 1970 a Ecône (canton Vallese) dal vescovo Marcel Lefebrvre. In netto contrasto con le riforme del Concilio Vaticano II, i lefebvriani mirano a preservare la dottrina tradizionale e la liturgia in latino. È attualmente presente in circa 60 Paesi con seminari e scuole e si oppone a quelle che considera deviazioni post-conciliari, come la libertà religiosa o l’ecumenismo.
Quanto capitato era già successo esattamente 38 anni fa. Il 30 giugno 1988 infatti, Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’autorizzazione di Giovanni Paolo II. Nei giorni successivi, la Santa Sede dichiarò la scomunica di Lefebvre, del vescovo co-consacrante Antonio de Castro Mayer e dei quattro nuovi vescovi di allora, tra cui proprio Fellay e de Galarreta. Giovanni Paolo II parlò di “un atto di disobbedienza” e lo qualificò come “atto scismatico”.
“Trentotto anni fa monsignor Marcel Lefebvre è stato condannato, non possiamo aspettarci qualcosa di diverso”, ha detto il superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, nell’omelia della messa. Citando il Vangelo, ha aggiunto: “Gesù Cristo ci fornisce la risposta: ‘Beati siete voi quando vi perseguiteranno, quando diranno falsamente ogni cosa contro di voi a causa mia, godete ed esultate perché la vostra ricompensa è grande nei Cieli'”.
L’appello di Papa Leone
Martedì Papa Leone aveva lanciato un ultimo appello in una lettera rivolta ai lefebvriani: “Colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!”.
“Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”.
La lettera indirizzata al superiore dei Lefebvriani, il reverendo Don Davide Pagliarani, porta la data del 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo ma è stata diffusa il 30 giugno dalla Sala stampa della Santa sede.
“Con animo paterno – scrive Leone – desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato – prosegue – l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”.
“Prego per voi – conclude il Papa – perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”.
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