Iniziativa sul matrimonio “superflua e costosa”
Un comitato interpartitico lancia la sua campagna contro l'iniziativa del Centro sulla fiscalità dei coniugi, definendola superflua, costosa e in grado di generare caos a vantaggio dei redditi più alti.
L’iniziativa popolare del Centro volta a eliminare la discriminazione fiscale delle coppie sposate è superflua e troppo costosa. Lo sostiene un comitato interpartitico che si oppone al testo, su cui si voterà il prossimo 29 novembre, lanciando oggi la propria campagna con una conferenza stampa.
Stando al comitato – che riunisce rappresentanti del Partito liberale radicale (PLR, destra), del Partito socialista (PS), dei Verdi, dei Verdi liberali (PVL), nonché associazioni economiche e sindacati – l’iniziativa è a conti fatti inutile. La penalizzazione del matrimonio infatti è già stata eliminata con il passaggio all’imposizione individuale, approvato dal popolo lo scorso marzo.
“Una decisione che il Centro non vuole accettare”, ha accusato davanti ai media a Berna il copresidente dei liberali radicali e consigliere agli Stati glaronese Benjamin Mühlemann. Il testo è un rifiuto di riconoscere una scelta del popolo ed è pertanto antidemocratico, ha rincarato la dose la “senatrice” Eva Herzog (PS).
In agosto, il Consiglio federale ha annunciato che il nuovo modello sarà in vigore dal 2032. Il cambiamento sarà effettivo a tutti e tre i livelli statali (federale, cantonale e comunale). La proposta di modifica costituzionale del Centro – intitolata “Sì a imposte federali eque anche per i coniugi. Basta con la discriminazione del matrimonio!” – riguarda invece solo l’imposta federale diretta e stabilisce il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione delle imposte.
Caos fiscale
In caso l’iniziativa venisse accolta, verrebbe a crearsi un caos fiscale con fino a tre dichiarazioni dei redditi, hanno denunciato gli scettici. “Per le famiglie si tratterebbe di un incubo”, ha affermato Mühlemann. Anche se dovesse vincere il sì, cantoni e comuni dovrebbero comunque introdurre l’imposizione individuale. L’obbligo di procedere in tal senso verrebbe meno solo se il Parlamento modificasse nuovamente la relativa legge.
Per di più, non è chiaro come la proposta verrebbe concretamente attuata. Nemmeno i sostenitori concordano fra di loro, ha sottolineato la consigliera nazionale Franziska Ryser (Verdi). Resta in effetti incerto se si applicherebbe un sistema di “splitting” integrale o parziale, oppure un metodo di calcolo fiscale alternativo. Insomma, votare sì, per gli antagonisti dell’iniziativa, equivarrebbe a un salto nel vuoto.
Costi incerti e benefici per pochi
A tutto ciò va aggiunta una perdita di entrate per la Confederazione. Secondo i numeri presentati dagli oppositori, che si basano sulle stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), si parla di una cifra fra i 700 milioni e i tre miliardi di franchi all’anno. Un’ampia forbice dovuta proprio all’incertezza in merito all’eventuale sistema adottato.
Infine, è stato fatto notare durante la conferenza stampa, i benefici fiscali andrebbero principalmente a vantaggio del 10% dei contribuenti a più alto reddito. Per la classe media, il carico potrebbe invece addirittura aumentare. A coprire le mancate entrate sarebbero le persone sole, i genitori single e le coppie non convolate a nozze.
L’iniziativa favorisce una “ridistribuzione verso l’alto” e rappresenta una “penalizzazione del concubinato”, ha riassunto ancora Ryser. Essa sovvenziona “un modello famigliare: il matrimonio”, le ha dato man forte la consigliera nazionale Kathrin Bertschy (PVL), stando alla quale si andrebbe a sancire nella Costituzione “un incentivo sbagliato retaggio del passato”.
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