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Vicenda di Caster Semenya, la CEDU condanna la Svizzera

Caster Semenya
L'atleta ha nel suo corpo un eccesso naturale di testosterone. Keystone-SDA

La Svizzera è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per non aver protetto i diritti di Caster Semenya, giudicando legittimo un regolamento che imponeva all’atleta di ridurre il proprio testosterone naturale per gareggiare nella categoria femminile.

La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha condannato la Svizzera nel caso della sudafricana Caster Semenya relativo ai livelli di testosterone nelle atlete.

Semenya denunciava un regolamento dell’Associazione internazionale delle federazioni di atletica (IAAF, dal 2019 denominata World Athletics) che le imponeva di ridurre il suo livello naturale di testosterone per poter partecipare alle competizioni internazionali nella categoria femminile.

Dopo il Tribunale arbitrale dello sport, nel 2020 il Tribunale federale (TF) aveva dato torto alla sudafricana, ritenendo che il regolamento contestato fosse una misura appropriata e necessaria per raggiungere gli obiettivi legittimi di correttezza sportiva.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 10 luglio 2025:

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La CEDU, nel luglio del 2023, ha poi sconfessato il TF ritenendo che la Confederazione ha violato il divieto di discriminazione e il diritto alla protezione della sfera privata della mezzofondista con iperandrogenismo. Tale decisione è ora stata confermata anche dalla Grande Camera della CEDU.

La corte ha ritenuto che la Svizzera non abbia tutelato adeguatamente i diritti fondamentali dell’atleta. In particolare, ha violato il divieto di discriminazione e il diritto alla protezione della vita privata. Secondo i giudici le autorità elvetiche – e in particolare il Tribunale federale – avrebbero dovuto garantire una protezione più efficace contro le conseguenze discriminatorie del regolamento imposto da World Athletics. Insomma, la Svizzera è stata ritenuta responsabile per non aver offerto a Semenya un ricorso effettivo contro una norma ritenuta lesiva dei diritti umani.

La sportiva, che ha un eccesso naturale di ormoni sessuali maschili, è in lotta con World Athletics da oltre 10 anni. Nell’aprile 2018, quest’ultima ha definito una soglia massima di testosterone per gareggiare con le donne su distanze che vanno dai 400 metri al miglio (1’609 m), compresi gli 800 metri in cui Semenya eccelle.

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