A Claude D., l’assassino di Marie, non verrà concessa la liberazione condizionale
Il Tribunale distrettuale di Yverdon ha negato la liberazione condizionale a Claude D., ritenendo troppo elevato il rischio di recidiva e invariato il suo quadro clinico, a oltre un decennio dal femminicidio di Marie.
Claude D., l’assassino della giovane Marie nel 2013 e di un’altra donna nel 1998, si è visto negare oggi dal Tribunale distrettuale di Yverdon (canton Vaud) la liberazione condizionale dalla sua pena detentiva a vita.
Il 49enne, uno dei più celebri recidivi della Svizzera condannato alla detenzione a vita e, inizialmente, all’internamento a vita, poi convertita in internamento ordinario, non chiedeva un rilascio “immediato” ma una “sospensione” della pena detentiva a favore di una misura terapeutica in istituto chiuso, più precisamente nell’ospedale-prigione Curabilis a Puplinge (canton Ginevra).
Nella sentenza emessa giovedì pomeriggio, la sezione penale del Tribunale distrettuale della Broye e del Nord vodese ha concluso che Claude D. non è “idoneo” alla libertà condizionale. Facendo riferimento ai vari esperti che hanno seguito il condannato, i giudici hanno ritenuto che il suo quadro clinico non è cambiato negli ultimi anni e che non è possibile garantire che si comporterebbe correttamente una volta in libertà.
La corte ha aggiunto che non spetta a lei pronunciarsi sul luogo in cui Claude D. dovrà scontare la pena. È infatti in corso un altro procedimento.
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