In Svizzera ci sono oltre 7’000 detenuti, una cifra da record
Le carceri svizzere hanno raggiunto un tasso di occupazione del 97% a fronte di un numero record di detenuti, in un contesto dove oltre la metà delle condanne annuali riguarda infrazioni al codice della strada.
Record di detenuti in Svizzera: lo scorso 31 gennaio erano incarcerate 7’119 persone, il livello più alto mai raggiunto dall’inizio della rilevazione, nel 1988. Lo indica lunedì l’Ufficio federale di statistica (UST) in un comunicato.
Tale dato, precisa l’UST, va tuttavia relativizzato tenendo conto dell’aumento demografico. Se rapportata alla popolazione residente, la proporzione rimane infatti inferiore a quella osservata 10 anni fa.
Il 63% dei detenuti, prosegue l’UST, stava scontando una pena o eseguendo una misura, compresa l’esecuzione anticipata, mentre il 31% si trovava in carcerazione preventiva o di sicurezza. Il 6% restante era “al fresco” per altri motivi. Il numero di posti disponibili (7’373) nei 90 istituti penitenziari elvetici è leggermente diminuito, portando il tasso di occupazione al 97%.
L’UST fornisce anche i dati sulle condanne di adulti iscritte nel casellario giudiziale, che nel 2025 sono state 111’962. Più della metà riguardavano violazioni della legge federale sulla circolazione stradale (57’150). Tra le 38’406 condanne relative al codice penale, i reati contro il patrimonio rappresentavano il 48% (18’422), quelli contro la vita e l’integrità della persona il 12% (4’716) e quelli contro l’integrità sessuale il 3% (1’116).
Concernente il tipo di pena, quelle di breve durata senza condizionale hanno segnato un nuovo minimo storico (2’937). Quella più frequente è invece la sanzione pecuniaria con condizionale (78’693). Da notare, precisa l’UST, che queste ultime pene sono state quasi sempre accompagnate da una multa (che non è mai sospesa).
Sempre nel 2025, le autorità hanno pronunciato 2’272 espulsioni, di cui il 94% obbligatorie. Più della metà lo sono per una durata superiore a cinque anni. Tra queste persone condannate, il 37% proveniva dall’Unione Europea.
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