Per i salari medio-bassi il reddito disponibile è calato in 10 anni
Denunciando la crescente disparità di reddito, l'Unione sindacale svizzera chiede un'inversione di rotta nella politica salariale e fiscale per aumentare gli stipendi più bassi e ridurre l'onere dei premi di cassa malati.
Secondo un’analisi dell’Unione sindacale svizzera (USS) il divario salariale tra lavoratori a basso o medio reddito e quelli con le remunerazioni più elevate è cresciuto enormemente negli ultimi dieci anni.
Mentre oggi le persone con stipendi bassi o medi devono cavarsela con un reddito disponibile inferiore rispetto al 2016, quelli con le remunerazioni più elevate hanno a disposizione molto di più, ha affermato l’USS in una conferenza stampa tenutasi martedì a Berna.
L’ampliamento del divario salariale si spiega con il fatto che gli stipendi medi ristagnano nonostante un aumento della produttività. Mentre in passato tale incremento si rifletteva nei salari reali e portava a una crescita delle retribuzioni, dal 2016 questa regola non vale più; in alcuni casi non viene nemmeno più compensata l’inflazione, sostiene l’USS.
Quest’ultima denuncia al contempo una politica fiscale inadeguata da parte della Confederazione e dei Cantoni, oltre al fatto che negli ultimi anni l’onere dei premi dell’assicurazione malattia è aumentato in modo massiccio.
Per correggere lo squilibrio in materia di retribuzioni è necessaria una svolta nella politica salariale. Gli stipendi reali delle fasce medio-basse devono aumentare in modo nettamente più consistente, esige l’USS. L’adeguamento automatico al rincaro deve inoltre tornare a essere una prassi scontata. Chi ha completato un apprendistato deve guadagnare almeno 5’000 franchi (a tempo pieno) al mese. In generale, in Svizzera non dovrebbero più esserci salari inferiori a 4’500 franchi (a tempo pieno).
Anche nella politica fiscale e contributiva è necessaria una svolta: anziché continuare ad abbassare le imposte, i Cantoni dovrebbero ridurre sensibilmente i premi dell’assicurazione malattia, come prevede il controprogetto delle Camere federali, entrato in vigore quest’anno, all’iniziativa per la limitazione ad al massimo il 10% del reddito per i premi delle casse malattia del PS bocciata nel giugno 2024 alle urne.
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