Uno svizzero su due in difficoltà dopo tre mesi senza reddito
Secondo uno studio, quasi una persona su due in Svizzera si troverebbe in difficoltà economiche dopo solo un trimestre senza reddito, evidenziando come la capacità di risparmiare non garantisca la sicurezza finanziaria.
La popolazione svizzera risparmia, ma per molti le riserve finanziarie non bastano ad affrontare una perdita prolungata del reddito: quasi una persona su due faticherebbe a mantenere il proprio tenore di vita dopo appena tre mesi senza entrate. È quanto emerge da uno studio della ZHAW, la scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo.
Secondo l’indagine, l’82% delle persone intervistate risparmia almeno occasionalmente. Malgrado ciò il 15% non dispone di riserve liquide sufficienti per mantenere il proprio tenore di vita in assenza d’introiti e un ulteriore 30% potrebbe far fronte alle spese per un periodo compreso tra uno e tre mesi: complessivamente, quasi il 45% degli intervistati rischierebbe quindi difficoltà finanziarie dopo un trimestre senza reddito. All’estremo opposto, il 23% dispone di risparmi liquidi sufficienti a sostenere il proprio tenore di vita per oltre un anno.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 29 ottobre 2026:
“Risparmiare regolarmente non significa necessariamente che una famiglia sia sufficientemente preparata a un’interruzione del reddito: è decisivo anche quanta liquidità sia già disponibile e per quanto tempo possa bastare in caso di emergenza”, spiega Selina Lehner, esperta della ZHAW, citata in un comunicato.
La principale fonte di inquietudine finanziaria è rappresentata dall’aumento dei costi fissi, indicato dal 22% degli intervistati. Seguono l’insufficiente sicurezza economica in vista della pensione, messa in risalto dal 12%, e il timore di non riuscire a finanziare desideri e obiettivi futuri, indicato dall’11%.
Il problema dell’aumento delle spese ricorrenti
L’aumento delle spese ricorrenti rappresenta un problema particolarmente rilevante per le famiglie con riserve limitate: affitti, premi di cassa malati e altre uscite regolari possono infatti ridurre progressivamente il margine disponibile per far fronte a imprevisti. “I costi fissi in aumento non gravano sulle famiglie una sola volta, ma mese dopo mese: quando la liquidità è limitata, riducono il margine finanziario e rendono più difficile assorbire le spese inattese”, osserva Holger Hohgardt, altro specialista della ZHAW, a sua volta citato.
Le difficoltà emergono peraltro anche nella gestione delle uscite correnti: negli ultimi 12 mesi, quasi una persona su quattro, pari al 24% degli intervistati, ha dovuto prendere denaro in prestito. Un’altra voce critica è rappresentata dalle imposte: il 29% dichiara di aver avuto difficoltà a pagare puntualmente la fattura fiscale in almeno uno degli ultimi cinque anni.
Per quanto riguarda gli obiettivi finanziari, il 29% degli intervistati considera prioritario preservare il proprio tenore di vita. Un ulteriore 24% punta soprattutto a non avere preoccupazioni economiche nella quotidianità. Lo studio evidenzia anche una differenza significativa tra la soddisfazione generale e quella legata alle finanze personali: su una scala da zero a dieci, la soddisfazione per la propria vita raggiunge una media di 7,2 punti (su 10), mentre quella finanziaria si ferma a 5,6 punti.
Secondo la ZHAW i risultati della ricerca – sono state interpellate 963 persone nel mese di giugno – suggeriscono che la capacità di risparmiare non coincide necessariamente con una solida sicurezza finanziaria. La disponibilità immediata di denaro, soprattutto in caso di perdita del lavoro o di altre interruzioni del reddito, rimane un elemento determinante per la tenuta economica delle famiglie, ricordano gli studiosi.
Vedi più articoli di TVSvizzera.it nei risultati di Google. Per saperne di più
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.