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Un’estate faticosa per tre quarti della popolazione svizzera

pesce morto in secca
Preoccupazione per il clima dopo l'ondata di caldo Keystone-SDA

Secondo un'indagine, l'estate torrida non ha solo causato disagi fisici alla maggioranza degli svizzeri, ma ha anche fatto emergere timori per l'ambiente, inducendo cambiamenti nello stile di vita e nelle scelte per le vacanze.

La canicola estiva ha messo a dura prova la popolazione svizzera, come emerge da un sondaggio di 20 Minuten pubblicato venerdì. Tre quarti delle persone interrogate hanno infatti definito questa estate come “piuttosto o molto faticosa”.

Emergono comunque differenze percettive di genere e politiche: il 46% delle donne ha dichiarato di aver sofferto il caldo, contro il 31% degli uomini, così come il 50% di chi vota i Verdi, rispetto al 36% degli elettori dell’UDC.

Inoltre pure avere un alto reddito pare abbia aiutato a vivere meglio la canicola. Il 70% delle economie domestiche con entrate superiori a 16’000 franchi al mese l’ha infatti vissuta bene, valore che scende al 54% di chi guadagna un massimo di 4’000 franchi.

Il 37% del campione ha pure ammesso di aver avuto problemi fisici, come disturbi al sonno e alla circolazione sanguigna.

La canicola provoca diverse preoccupazioni: quella per le conseguenze del caldo e della siccità sulla natura e l’agricoltura – in particolare per quanto concerne la disponibilità di acqua potabile – tocca l’84% della popolazione. Su una scala da 0 a 10, il timore delle conseguenze del cambiamento climatico è di 7,0.

Cambiano i comportamenti

Riguardo ai comportamenti personali, un terzo abbondante degli interrogati afferma di aver già adottato da tempo atteggiamenti più rispettosi del clima, mentre solo il 14% non ha modificato nulla. I cambiamenti più frequenti sono il risparmio d’energia a casa (31%), la diminuzione dei viaggi in aereo (26%), l’utilizzo della bicicletta o dei mezzi pubblici al posto dell’automobile (23%) e la riduzione del consumo di carne e latticini (19%).

Per quanto riguarda infine le vacanze, il 29% ha optato per la montagna, mentre il 25% si è diretto verso nord. Il 18% non viaggia affatto, mentre il 28% continua a frequentare le destinazioni calde, anche se la metà di questo gruppo ha deciso di spostare le ferie alla primavera o all’autunno.

Il sondaggio è stato effettuato il 19 e 20 agosto in collaborazione con l’istituto Leewaas e ha coinvolto 12’780 persone in tutta la Svizzera. Il margine d’errore è di 1,4 punti percentuali.

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