Unesco Gestione delle valanghe patrimonio mondiale

La gestione del rischio di valanghe è stata iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'UNESCO.  La candidatura era stata presentata nel marzo del 2017 dalla Svizzera e dall'Austria.


Nelle Alpi il rischio di valanghe ha spinto la popolazione a sviluppare numerose strategie: addestrare cani da valanga, tra cui i famosi San Bernardo, analizzare il manto nevoso, documentare le valanghe, proteggere le abitazioni, formare guide. Queste conoscenze tecniche, sociali e culturali vengono costantemente aggiornate e permettono di proteggersi dal pericolo e di mettere in salvo eventuali vittime. 

Anche una sfida culturale

"L'iscrizione alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dimostra che la gestione dei pericoli naturali non solleva soltanto difficoltà tecniche, ma rappresenta anche una sfida culturale alla quale ogni società risponde con soluzioni proprie che vengono trasmesse alle generazioni future", afferma un comunicato odierno dell'Ufficio federale della cultura.

Una larga collaborazione

La candidatura è il frutto della collaborazione tra l'Ufficio federale della cultura, l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe , il Club alpino svizzero (CAS), l'Associazione svizzera delle guide di montagna, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), la Fondazione Barry (dedicata al più famoso cane col marchio San Bernardo) e il Canton Vallese con la Commissione austriaca per l'UNESCO e le istituzioni e associazioni austriache attive nella gestione del rischio di valanghe dall'altra.



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