Un’app contro la depressione rimborsata da luglio in Svizzera
L'introduzione di Deprexis, la prima app di psicoterapia digitale rimborsata in Svizzera, mira a sopperire alla carenza di specialisti della salute mentale, pur sollevando interrogativi sulla sua reale utilità in assenza del rapporto umano.
Dal 1° luglio, l’applicazione tedesca di psicoterapia digitale Deprexis potrà essere prescritta da un medico e rimborsata dall’assicurazione malattia di base. Sebbene l’arrivo di questo nuovo strumento sia accolto in modo piuttosto positivo, la sua reale utilità suscita interrogativi.
Prima applicazione di questo tipo autorizzata dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Deprexis intende sopperire a una mancanza in materia di salute mentale: secondo una valutazione dell’Università di Berna, solo la metà delle persone con problemi psichici cerca un consulto. E tra di esse, solo la metà riesce a trovare uno specialista, a causa delle lunghe liste d’attesa.
Secondo l’UFSP, Deprexis faciliterà quindi l’accesso alle cure per le persone con disturbi depressivi, con effetti convalidati dalla ricerca. “Sono stati condotti molti studi in contesti e Paesi diversi, che dimostrano come questa applicazione consenta realmente di ridurre i sintomi depressivi”, conferma Chantal Martin Sölch, professoressa di psicologia all’Università di Friburgo.
“Il suo effetto è ancora migliore quando viene utilizzata in combinazione con la psicoterapia, e ne migliora anche i risultati”, precisa.
Non un’IA generativa
Per il momento, l’applicazione è riservata ad adulti che soffrono di depressione di grado da lieve a moderato, come integrazione alle terapie classiche, in attesa di un trattamento con uno psicoterapeuta o tra due sedute nel corso di una terapia già avviata.
Il programma propone consigli sulla base di algoritmi, ma non si tratta di un agente conversazionale di intelligenza artificiale che genera autonomamente contenuti. I e le pazienti ricevono istruzioni pre-programmate in base ai loro sintomi, come ad esempio esercizi contro i pensieri negativi o tecniche per rafforzare le emozioni positive. È inoltre possibile tenere un diario del proprio umore quotidiano.
Un “buon inizio”
Dal canto loro, psicologi e psicologhe accolgono questa novità in modo piuttosto positivo. L’organizzazione mantello FSPCollegamento esterno ritiene persino che la Svizzera sia in ritardo nel campo delle terapie digitali.
“La ricerca in psicologia sviluppa costantemente nuovi strumenti digitali volti a integrare le psicoterapie tradizionali. E tenuto conto delle attuali difficoltà di accesso alle cure, la Svizzera dovrebbe impegnarsi con maggiore decisione in questa direzione e incoraggiare le innovazioni”, stima il suo portavoce. “L’autorizzazione all’immissione sul mercato di Deprexis è un buon inizio, ma la Svizzera ha ancora margine di miglioramento.”
La FSP ricorda tuttavia che questo tipo di applicazioni dev’essere oggetto di rigorose valutazioni scientifiche, che la sicurezza dei dati dev’essere garantita e che non sono in alcun caso adatte a situazioni di crisi, ad esempio in presenza di pensieri suicidi.
Utilità limitata
D’altro canto, alcuni professionisti e professioniste del settore si mostrano più critici, ritenendo che questi strumenti abbiano un’utilità limitata, dato che il successo delle terapie contro la depressione dipende molto dal legame, dal rapporto di fiducia, dall’empatia e dall’adattamento alle singole persone in cura, cosa che un’applicazione non può offrire.
“Il rischio è che il tasso di abbandono (drop out) sia più elevato rispetto a una psicoterapia in presenza”, stima la dottoressa Caterina Ilario, che lavora presso l’Unità umore e ansia dell’Ospedale universitario di Ginevra (HUG). “Una persona depressa ha spesso poca motivazione e a volte prova vergogna. Il rischio, quindi, è semplicemente quello di chiudere l’applicazione e interromperne l’utilizzo, cosa che può avvenire in modo molto semplice.”
Se questo “psicologo tascabile” è ancora lontano dal sostituire un o una terapeuta in carne e ossa, il nuovo strumento potrebbe comunque aiutare a colmare un vuoto per tutte quelle persone che non possono o non osano rivolgersi a uno o una specialista, o che semplicemente non ne trovano.
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