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Una roadmap contro la violenza domestica

Confederazione e Cantoni hanno firmato una tabella di marcia che stabilisce misure concrete, come l'introduzione di un numero telefonico centrale per le vittime. Keystone / Luis Berg

La lotta contro la violenza domestica in Svizzera va intensificata. A tale scopo, la Confederazione e i Cantoni hanno firmato venerdì una tabella di marcia che stabilisce misure concrete, come l'introduzione di un pulsante d'allarme per le potenziali vittime e un numero telefonico centrale per chiedere aiuto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2021 - 21:00

Nonostante l'adozione di leggi e strumenti a livello cantonale e federale, la violenza domestica è ancora un problema ed è "essenziale che tutti gli attori in campo coordinino gli sforzi", ha detto la consigliera federale Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Per questo Berna ha organizzato un "dialogo strategico" insieme ai Cantoni e alle organizzazioni della società civile, dal quale è scaturita una tabella di marcia che definisce dieci aree prioritarie di azione.

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In Svizzera, si registrano ogni anno circa 20'000 reati di violenza domestica. Nel 2019 e 2020 si sono contate 29, rispettivamente 28 vittime, in massima parte donne. Le cifre mostrano solo una parte del fenomeno: circa l'80% degli episodi non viene denunciato.

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Pulsante d'allarme

Una delle misure previste è l'introduzione di un pulsante di allarme per le potenziali vittime. Il sistema, ha precisato il presidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia Fredy Fässler, non è ancora realtà in Svizzera; l'intenzione è avviare dei progetti pilota e due cantoni si sarebbero già proposti come apripista.

Per Keller-Sutter, una tale soluzione aiuterebbe ad esempio nel caso di separazioni difficili, dove la violenza può essere reiterata. Fässler osserva che il sistema può funzionare solo con una certa densità di stazioni di polizia e che l'uso delle tecnologie -qualcuno propone, in alternativa, un'app per telefonini- da solo non risolverà il problema.

Hotline 24/24 e rifugi

Da qui la necessità di "un approccio interdisciplinare e coordinato", ha aggiunto Sylvie Durrer, direttrice dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donne e uomo. Un numero di telefono unico in tutto il Paese potrebbe aiutare, visto che attualmente le soluzioni variano da cantone a cantone, ha sottolineato la presidente della Conferenza dei direttori cantonali della socialità Nathalie Barthoulot.

Anche l'accoglienza delle vittime in rifugi d'emergenza va ampliata, anche perché non di rado le vittime hanno difficoltà finanziarie a trovare un proprio alloggio.

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Altre priorità

La prevenzione della violenza, la protezione dei bambini, il monitoraggio degli autori di atti violenti e la formazione continua degli operatori figurano anche tra le aree prioritarie identificate.

La roadmap "pone le basi per l'attuazione della Convenzione di Istanbul", che la Svizzera ha ratificato nel 2018, ha detto ancora Durrer. Con essa, "le autorità e gli specialisti riaffermano insieme il principio della tolleranza zero della violenza contro le donne e la violenza domestica"  

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 30.04.2021)

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