Una commissione valuta l’estensione dell’obbligo di servire anche per le donne
La commissione competente del Consiglio degli Stati respinge l’idea di un servizio cittadino obbligatorio, ma valuta un controprogetto che introdurrebbe l’obbligo di servire nella sicurezza anche per le donne.
La Svizzera non deve introdurre un servizio cittadino come richiesto da un’iniziativa popolare, secondo la commissione competente del Consiglio degli Stati. Tuttavia, quest’ultima sta valutando un controprogetto che estenderebbe anche alle donne l’obbligo di servire nell’ambito della sicurezza.
L’iniziativa popolare “Per una Svizzera che s’impegna” (iniziativa per il servizio civile), presentata nell’ottobre 2023, chiede che tutti i giovani si impegnino nella comunità e nell’ambiente, e non solo i giovani svizzeri nell’esercito. L’impegno può essere assunto nell’esercito, nel servizio civile, nella protezione civile o in un altro servizio di milizia. Dev’essere previsto un compenso finanziario.
Il Consiglio nazionale ha già deciso di seguire la decisione del Consiglio federale e ha respinto l’iniziativa senza un controprogetto. La Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ha deciso di sospendere l’esame della questione e sta valutando la possibilità di presentare un controprogetto diretto, secondo un comunicato stampa pubblicato martedì dai servizi parlamentari.
Con 6 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni, la commissione ha incaricato l’amministrazione di elaborare una proposta per l’introduzione del modello di servizio obbligatorio nel settore della sicurezza, come descritto nel rapporto del Consiglio federale sullo sviluppo del sistema di servizio obbligatorio.
Obbligo anche per le donne
Il controprogetto dovrà inoltre prevedere l’estensione dell’obbligo di servire nella sicurezza anche alle donne, si legge nel comunicato. Queste misure mirano ad assicurare il fabbisogno di personale dell’esercito e della protezione civile, e a rispondere a una richiesta importante dell’iniziativa popolare: estendere gli obblighi del servizio cittadino a una parte più ampia della società, secondo la maggioranza.
In questo contesto, la commissione ha anche deciso, con 10 voti contro 2, di presentare una mozione per garantire un rifornimento rapido e sufficiente degli effettivi dell’esercito e della protezione civile, in modo da poter affrontare le sfide geopolitiche attuali. A tal fine, il modello dell’obbligo di servire nella sicurezza è da preferire rispetto a quello basato sui bisogni.
Una minoranza ritiene invece che il Consiglio federale debba innanzitutto esaminare in modo approfondito le diverse opzioni per lo sviluppo del sistema dell’obbligo di servire, ed esprimersi come previsto entro la fine del 2027 a favore di una di esse. Secondo questa visione, il Parlamento dovrebbe pronunciarsi solo una volta presa tale decisione.
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