Una campagna per proteggere i minori dalla violenza digitale
A fronte dei crescenti rischi di abusi online sui minori, inclusi quelli legati all'intelligenza artificiale, una campagna nazionale è stata avviata per sensibilizzare gli adulti e promuovere un dialogo aperto in famiglia.
Secondo chi si occupa di prevenzione, i rischi legati agli abusi sessuali online che coinvolgono bambini e adolescenti continuano a richiedere una forte opera di sensibilizzazione rivolta agli adulti. Come riferisce il portale online della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSI Info, l’aumento delle richieste ricevute dallo sportello di segnalazione e consulenza clickandstop.ch conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno. Per questo motivo, Protezione dell’infanzia svizzera, insieme a autorità, forze dell’ordine, associazioni e aziende, ha avviato la terza e ultima fase della campagna “Insieme contro i cyber-reati sessuali su bambini e giovani”.
Tra le principali preoccupazioni vi è la diffusione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale capaci di alterare fotografie comuni, creando immagini di nudo anche a partire da scatti di minorenni. Intervistata da RSI Info, la direttrice di Protezione dell’infanzia svizzera Regula Bernhard Hug osserva che le vittime di queste manipolazioni spesso provano vergogna e sottolinea l’importanza del sostegno familiare. L’attuale slogan della campagna, “Esserci”, invita infatti i genitori a mantenere un dialogo aperto con i propri figli, ascoltandoli senza colpevolizzarli e ricordando che la responsabilità ricade sempre su chi commette gli abusi.
L’accompagnamento dei giovani nelle attività online resta una sfida importante. Stando a recenti sondaggi, oltre un quarto dei minorenni non discute mai con i genitori del proprio utilizzo di internet.
Bernhard Hug punta inoltre il dito contro le responsabilità delle piattaforme digitali e dei motori di ricerca. La direttrice chiede che la politica svizzera introduca strumenti più efficaci per sanzionare gli operatori che consentono la diffusione e l’accesso a programmi utilizzati per creare contenuti illegali. Una questione che sarà presto all’esame del Parlamento federale.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 14 settembre 2026:
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