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Un osservatorio contro la radicalizzazione e l’estremismo

agenti di polizia davanti alla stazione di winterthur
Una nuova arma contro l'estremismo. Keystone / Claudio Thoma

Seguendo l'esempio tedesco, la Svizzera valuta l'introduzione di un monitoraggio continuo su radicalizzazione ed estremismo per analizzarne le forme, le dinamiche digitali e integrare il punto di vista delle vittime.

La Svizzera dovrebbe dotarsi di un monitoraggio nazionale sistematico della radicalizzazione e dell’estremismo che tenga conto anche delle vittime di atti d’odio o violenza.

È quanto auspica la “senatrice” urana Heidi Z’graggen (Centro) mediante una mozione, sostenuta dal Consiglio federale, approvata martedì tacitamente dal Consiglio degli Stati. Il dossier va al Nazionale.

Un eventuale monitoraggio nazionale, sull’esempio di quanto si fa in Germania, dovrebbe considerare tutte le forme rilevanti di estremismo, documenti le differenze regionali, rilevi i percorsi di radicalizzazione digitali (quali la propaganda sui media sociali) e illustri in maniera integrativa le esperienze delle vittime.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 2 giugno 2026:

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Stando al MOTRA (“Monitoraggio della radicalizzazione e dell’estremismo”) in uso in Germania, ha sostenuto Z’Graggen, la radicalizzazione e la criminalità di matrice politica sono riscontrabili in tutte le fasce d’età e in tutti i ceti sociali. È particolarmente evidente che i giovani sono sempre più ricettivi alle offerte di radicalizzazione islamista e che i canali digitali e i media sociali svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione di contenuti estremisti.

Anche le vittime al centro del monitoraggio

Al contempo, ha aggiunto la consigliera gli stati urana, MOTRA mostra che molte persone coinvolte sono minacciate, hanno paura o subiscono lesioni fisiche, mentre finora il loro punto di vista è sempre stato registrato in maniera insufficiente.

Benché in Svizzera esistano già strumenti o approcci come il piano d’azione per prevenire la radicalizzazione nonché diversi centri cantonali di allerta e consulenza, essi non rilevano in maniera sufficiente e continua i processi di radicalizzazione e le forme di estremismo. In Svizzera dobbiamo acquisire maggiori conoscenze sui pericolosi processi latenti nella società per poter individuare tempestivamente la radicalizzazione e contrastarla in modo mirato.

Nella sua risposta, il consigliere federale Beat Jans, ha precisato che, visto anche quanto successo di recente a Winterthur, un monitoraggio più efficace, in particolare per individuare tempestivamente le tendenze alla radicalizzazione, potrà essere preso in considerazione quando verrà definito il prossimo piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento.

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