Un imprenditore ha provocato 61 fallimenti in 10 anni
Un'analisi della società Crif ha svelato l'esistenza di "artisti del fallimento" in Svizzera, tra cui un singolo imprenditore che in un decennio ha provocato la bancarotta di 61 imprese.
Un singolo imprenditore ha provocato la bancarotta di 61 imprese nell’arco di un decennio in Svizzera, un’altra persona 51 e una terza 46. I dati emergono da un’analisi realizzata da Crif, società attiva nel campo dell’azione anti-frode, dei controlli di solvibilità e dell’informazione per aziende e privati, che attribuisce agli uomini d’affari in questione l’appellativo di “artisti del fallimento”.
La ricerca ha passato in rassegna gli ultimi 10 anni, conteggiando tutte le persone che, al momento del dissesto, rivestivano un ruolo attivo all’interno delle società finite in rosso. Sono stati esclusi dall’analisi liquidatori, procuratori e figure prive di effettivo potere decisionale; l’attenzione si è concentrata su chi aveva effettivamente le mani sul timone dell’impresa.
In base a questi criteri emerge che le persone all’origine di almeno tre fallimenti erano 2’440: di queste, 1’476 ne hanno collezionato proprio tre, 459 quattro, 187 sono arrivate a cinque e 93 a sei. La stragrande maggioranza dei protagonisti di queste vicende è di sesso maschile: il 93% del totale. Tra le donne, che rappresentano appena il 7% del campione, spicca però un caso con 35 fallimenti all’attivo.
Dal punto di vista geografico, il primato negativo spetta al canton Zurigo con 337 “recidivi”; al secondo posto s’inserisce la categoria di coloro che hanno fatto perdere le proprie tracce (262), seguono poi Vaud (247), Ticino (213) e Ginevra (204).
L’analisi della Crif mette anche in luce i settori più colpiti: in testa ci sono il ramo della costruzione, il commercio all’ingrosso, la ristorazione e i servizi finanziari. Quanto alla forma giuridica, a finire in liquidazione sono state soprattutto le società a garanzia limitata (55%) e le società per azioni (37%), mentre le ditte individuali rappresentano una quota minoritaria (7%).
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