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UDC, squadra che vince si cambia

Il leader Christoph Blocher non si ricandiderà in aprile alla vice presidenza democentrista

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 gennaio 2016 - 22:21

Continuano le grandi manovre all'interno dell'Unione democratica di centro (UDC), grande vincitrice alle elezioni federali di ottobre. Dopo l'annuncio di ieri del ritiro dalla presidenza in aprile da parte di Toni Brunner, oggi è la volta del leader carismatico del partito Christoph Blocher che attraverso il SonntagsBlick fa sapere che intende lasciare la vicepresidenza.

Si tratta sicuramente di una decisione dall'elevato valore simbolico. Ma se da un lato, anche solo per ragioni demografiche, ci si doveva attendere prima o poi un passo indietro del tribuno zurighese, non tutti scommettono sulla sua effettiva uscita di scena.

La sua scesa in campo è infatti coincisa con l'impetuosa crescita dell'UDC, passata da piccola formazione degli agrari confinata ai margini della scena politica a partito di maggioranza relativa svizzera, che da un quarto di secolo detta l'agenda politica federale con le sue battaglie contro UE, immigrazione e diritto d'asilo.

E nonostante gli insuccessi, come la sua estromissione nel 2007 dal Consiglio federale, l'attuale UDC è stata modellata a sua immagine e somiglianza, come dimostra la costante presenza di suoi uomini nei gangli del potere, per cui Blocher, già dimessosi nel 2014 da consigliere nazionale, può tranquillamente continuare a tirare i fili del partito da una posizione più defilata.

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