Il Senato USA aumenta la pressione su UBS su presunti conti nazisti di Credit Suisse
Dopo aver acquisito Credit Suisse, UBS si trova sotto pressione da parte di una commissione del senato americano che lamenta risposte incomplete e pone decine di nuove domande sui presunti legami della banca con conti nazisti.
La vicenda dei presunti legami tra Credit Suisse (CS) e i conti riconducibili a nazisti torna a mettere in difficoltà UBS, istituto che a partire dal 2023 ha rilevato il concorrente. Secondo quanto riportato giovedì dall’agenzia Bloomberg, il presidente della commissione giustizia del senato americano, il repubblicano Charles Grassley, ha inviato alla banca una lettera – datata 17 luglio – nella quale lamenta risposte incomplete alle domande finora poste e formula 62 nuovi quesiti. UBS non prende posizione ufficialmente, ma una persona vicina al dossier ha confermato all’agenzia AWP che la società sta elaborando una risposta.
La commissione del senato chiede da tempo un’indagine approfondita sui possibili collegamenti fra CS e personalità o organizzazioni legate al nazismo. Al centro dell’attenzione vi sono, tra l’altro, conti e documenti che non sarebbero emersi nel corso di precedenti indagini.
Da parte sua UBS – che è subentrata legalmente a Credit Suisse – sottolinea sul suo sito web di aver già speso oltre 100 milioni di dollari (80 milioni di franchi al cambio attuale) per l’inchiesta e di aver messo a disposizione più di 19 milioni di fascicoli. La banca ricorda inoltre l’accordo del 1998 tra gli istituti svizzeri e le organizzazioni ebraiche, che prevedeva un risarcimento di 1,25 miliardi di dollari per coprire eventuali rivendicazioni relative ai conti dell’era nazista, e annuncia una revisione volontaria interna che dovrebbe concludersi entro la fine del 2026.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.