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UBS registra un solido terzo trimestre

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UBS sulla strada giusta per il 2026 Keystone-SDA

Grazie a una solida dinamica della clientela e ai progressi nell'integrazione di Credit Suisse, UBS ha registrato un utile netto di 2,7 miliardi di dollari nel terzo trimestre, confermando il raggiungimento degli obiettivi annuali.

Tra luglio e settembre UBS ha conseguito un utile netto di 2,7 miliardi di dollari. La banca è sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi annuali e completare l’integrazione di Credit Suisse entro quest’anno, si legge in una nota diffusa mercoledì mattina.

Nel terzo trimestre dell’anno l’utile al lordo delle imposte ha raggiunto i 3,6 miliardi di dollari, e 4,1 miliardi su base comparabile, segnando una crescita su base annua rispettivamente del 27% e del 14%.

L’istituto ha beneficiato di una solida dinamica della clientela nei suoi diversi segmenti di mercato. I ricavi operativi sono saliti del 5% a 13,35 miliardi. Su base comparabile, l’incremento si attesta al 10% a quota 13,39 miliardi, precisa il comunicato.

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Sergio Ermotti in commissione per "Lex UBS"

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Sergio Ermotti nella commissione per la “Lex UBS”

Questo contenuto è stato pubblicato al Impegno istituzionale lunedì per il CEO di UBS, Sergio Ermotti. In mattinata ha partecipato alla riunione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale che dovrà prendere posizione sulla cosiddetta “Lex UBS”.

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Nella gestione patrimoniale, la raccolta netta di nuove liquidità ha raggiunto i 55,1 miliardi nel terzo trimestre. La crescita è stata trainata dall’area Asia-Pacifico e dalle Americhe.

I conti della banca sono particolarmente solidi e le riserve di capitale al sicuro (14,7% di CET1 e 4,6% di leva finanziaria). Questo permetterà di premiare gli azionisti entro la fine del 2026 con un dividendo più ricco del 15% circa e un piano da 3 miliardi di dollari per ricomprare azioni proprie sul mercato.

La banca si avvicina a centrare tutti i traguardi del 2026: prevede di superare le stime sui profitti generati dal proprio capitale e di mantenere le spese entro i limiti previsti. Nei primi nove mesi, infatti, i costi sono rimasti sotto il 70% delle entrate (precisamente al 69,6%), rispettando in pieno i piani per l’anno.

I risultati sono in linea con le attese; i ricavi operativi, sia rettificati che non rettificati, e l’utile ante imposte rettificato hanno persino superato le stime di consenso dell’agenzia AWP.

Inoltre, UBS è a buon punto per completare l’integrazione di Credit Suisse entro la fine dell’anno. Nel terzo trimestre si sono aggiunti ulteriori risparmi sui costi per 0,6 miliardi di dollari, portando i risparmi lordi complessivi a 13,2 miliardi. Entro la fine del 2026, UBS prevede di aver realizzato risparmi per 13,7 miliardi, a fronte dei 13,5 miliardi stimati finora.

Diversi fattori macroeconomici, politici e geopolitici peseranno sulla fiducia degli investitori nell’ultimo trimestre.

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