turismo e pandemia Berna parteciperà al passaporto vaccinale europeo

Il tabellone dei voli tristemente vuoto di un aeroporto tedesco.

In attesa che riprendano in grande stile i voli negli aeroporti.

Keystone / Clemens Bilan

La Svizzera sarà associata al futuro passaporto vaccinale dell'Unione Europea e potrà partecipare quindi alle discussioni dei Ventisette per la sua elaborazione. Lo ha precisato il commissario UE alla giustizia Didier Reynders mercoledì al termine della seduta dell'esecutivo comunitario. Il tema sarà dibattuto al vertice europeo del 25 e 26 marzo.

Il progetto Pass Covid, presentato dalla Commissione UE, consentirà ai cittadini europei di tornare a viaggiare quest'estate fornendo la prova di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.

ll nuovo "pass Covid" dell'Ue, ha sottolineato il commmissario UE alla giustizia Didier Reynders, "non è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi" tra i Paesi Ue, "facilitare gli spostamenti dei cittadini europei" e far ripartire il turismo in vista dell'estate.

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Su questo documento personale, che dovrebbe essere disponibile dal 1° di giugno, restano aperte però numerose questioni di natura etica, scientifica e giuridica e il suo previsto varo entro l'inizio dell'estate non pare affatto scontato.

I rappresentanti dei paesi comunitari hanno però già fisato alcuni punti fermi. In particolare non dovranno essere penalizzate le persone non immunizzate, anche perché i ritardi nelle forniture dei preparati non consentiranno di vaccinare in tempo tutti coloro che lo vorranno. Inoltre, il certificato vaccinale dovrà essere disponibile sia in forma digitale sia in quella cartacea.

Ma soprattutto non c'è unanimità sulle modalità di trattamento delle persone guarite dal Covid-19. Negli stessi ambienti scientifici divergono infatti le opinioni sulla durata dell'immunità alla malattia di questi soggetti. C'è poi il problema dei vaccini non omologati dall'Agenzia europea per i medicinali Ema, come quello russo (Sputnik V) e cinese che in alcuni paesi come l'Ungheria e Slovacchia vengono o saranno prossimamente somministrati.

Per la Svizzera vi sono poi alcune questioni specifiche. Il certificato sarà vincolante entro l'area Schengen e in base agli accordi vigenti Berna non è tenuta a recepirlo automaticamente. Certo è che in caso di rifiuto, per esempio alle urne, del Pass Covid la permanenza della Confederazione all'interno di Schengen sarebbe rimessa in discussione.   

Tutte queste preoccupazioni riguardanti il futuro certificato vaccinale non sembrano però essere condivise dagli ambienti economici e turistici elvetici che hanno accolto con soddisfazione la partecipazione di Berna al progetto europeo. Tra le prime organizzazioni che hanno espresso compiacimento in proposito Svizzera Turismo e l'associazione delle imprese industriali e ingegneristiche Swissmem.


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