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Trump torna ad attaccare la Svizzera: “È ricca a spese degli USA”

Trump ribadisce: Svizzera ricca a spese degli USA
Secondo il tycoon la Confederazione dovrebbe "pagare di più". Keystone-SDA

Accusando la Svizzera di essere "brillante" solo perché non paga abbastanza agli USA, Donald Trump ha ribadito le sue critiche in un clima di negoziati commerciali tesi, ulteriormente complicati da una sentenza della Corte Suprema e dall'imposizione di nuovi dazi.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente criticato pubblicamente la Svizzera. La Confederazione e Paesi simili fanno parte dell’élite economica solo perché guadagnano miliardi grazie agli Stati Uniti, ha detto in un’intervista telefonica concessa martedì all’emittente televisiva di notizie economiche CNBC, ribadendo quanto già denunciato in febbraio.

La Svizzera si definisce “piccola e brillante. Sono brillanti perché non ci pagano quasi nulla. Ora pagano qualcosina. Dovrebbero pagare di più”, ha detto il tycoon, promettendo che i pagamenti verranno leggermente aumentati. Trump non ha tuttavia indicato a cosa facesse effettivamente riferimento.

Attualmente Washington e Berna stanno conducendo negoziati su un accordo commerciale, che sarebbe dovuto giungere in porto lo scorso 31 marzo. La decisione della Corte suprema degli USA di fine febbraio, la quale aveva stabilito che il presidente ha abusato dei suoi poteri imponendo dazi doganali elevati ai partner commerciali, ha rimescolato le carte in tavola.

Dopo che Berna era riuscita a ottenere una riduzione delle tariffe doganali dal 39% (stabilite da Trump il primo agosto 2025) al 15% e subito dopo la decisione della Corte suprema, Trump ha imposto nuovi dazi del 10% – per un massimo di 150 giorni – sulla base di una disposizione di legge diversa da quella utilizzata per decretare le tasse doganali presentate il 2 aprile 2025 ai partner commerciali, in quello che l’inquilino della Casa Bianca aveva denominato il Giorno della liberazione (Liberation Day). In quel giorno di primavera i dazi sui beni svizzeri erano stati fissati al 31%.

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