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Trump al WEF: “Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio”

donald trump
"Vogliamo negoziati immediati sulla Groenlandia, non userò la forza". Keystone / Gian Ehrenzeller

Nel suo atteso discorso a Davos, Donald Trump ha chiesto negoziati immediati per la Groenlandia, ha criticato gli alleati europei per gli scarsi investimenti nella difesa e ha elogiato i successi dell'economia statunitense.

Dalle lodi alla politica economica interna, alle critiche alla NATO per gli scarsi investimenti effettuati, Donald Trump nel suo discorso al Forum economico mondiale di Davos, ha toccato numerosi punti. Il più atteso era la questione groenlandese: “Vogliamo negoziati immediati, non userò la forza”.

In un palazzo dei congressi gremito (tanto che i giornalisti sono stati confinati in una sala separata) e con la polizia a tenere i manifestanti a bada, Trump ha iniziato il suo discorso dalle questioni interne, non lesinando le critiche all’amministrazione Biden.

“In un anno abbiamo praticamente eliminato l’inflazione e l’economia USA è in pieno boom ed è il motore dell’economia mondiale”, ha esordito Trump. Ha quindi considerato che l’Europa “non sta andando nella direzione giusta e sta diventando irriconoscibile a causa dell’immigrazione incontrollata”.

A proposito delle questioni internazionali nelle quali gli Stati Uniti sono attualmente coinvolti, Trump ha sostenuto che “il Venezuela guadagnerà più soldi nei prossimi sei mesi che negli ultimi 20 anni e tornerà a essere una grande nazione. Tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi”.

Riguardo alla Groenlandia il tycoon ha dichiarato “grande rispetto per danesi e groenlandesi. Ma dopo la seconda guerra mondiale abbiamo commesso un errore a restituire loro il territorio. Alla NATO abbiamo dato tanto, ma abbiamo ricevuto pochissimo indietro. Ma un’acquisizione – come abbiamo già fatto in passato così come gli europei – non sarebbe una minaccia. Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio in cambio della protezione mondiale”. Trump ha comunque affermato che non userà la forza per appropriarsene.

Tra i vari conflitti menzionati, Trump si è soffermato anche sull’Ucraina, osservando che “sta agli europei proteggerla dalla Russia, non a noi che siamo separati dall’oceano. Sia Putin che Zelensky vogliono un accordo, questa guerra deve finire perché troppa gente sta morendo”. Trump ha aggiunto che incontrerà lo stesso Zelensky ancora oggi, mercoledì, a Davos.

I dazi alla Svizzera

Nei Grigioni il presidente statunitense si è anche soffermato sui rapporti con la Svizzera: “La Svizzera produce splendidi orologi, ma ha un enorme deficit nei nostri confronti. Quindi ho applicato dei dazi al 30%. Quindi mi ha chiamato la prima ministra (l’allora presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter, ndr) o qualcosa del genere dicendomi ‘Siamo un piccolo Paese, non può farci questo’. È stato un colloquio aggressivo e quindi poi ho messo i dazi al 39%. Avrei anche potuto salire al 70%, ma non volevo portare la Svizzera in una crisi economica”.

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