Tratta di esseri umani, fenomeno diffuso in Svizzera ma poche condanne
L'anno scorso, 532 persone - soprattutto donne - sono state assistite da organizzazioni di aiuto e sostegno. Benché fossero in corso 87 procedimenti penali, il numero delle condanne è molto basso.
Nel 2025, le cinque organizzazioni della Piattaforma Tratta hanno identificato 192 nuove vittime, stando a un comunicato di questo gruppo di cinque ONG elvetiche in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di persone. Nel corso dell’anno si sono rivolte a loro oltre 380 soggetti.
Più della metà dei nuovi casi identificati (55%) riguardava vittime oggetto di sfruttamento sessuale e il 42% di lavoro forzato. Secondo la Piattaforma Tratta, queste cifre corrispondono nel complesso a quelle degli anni precedenti, mentre il numero di segnalazioni di potenziali vittime ha continuato ad aumentare.
La maggioranza delle nuove persone identificate è costituita da donne (70%). Quest’ultime provengono da 79 paesi, con un numero maggiore di vittime identificate nel 2025 originarie della Colombia, della Nigeria e del Brasile.
Per la prima volta sono stati raccolti dati sulle denunce presentate: le organizzazioni affiliate alla Piattaforma Tratta hanno registrato 87 procedure penali in corso nel 2025, di cui 68 frutto di denunce inoltrate durante l’anno.
Numero di condanne molto basso
Nonostante ciò, il numero di condanne rimane molto basso. Dall’introduzione del reato di tratta di esseri umani nel Codice penale, avvenuta 20 anni fa, si registrano solo dieci sentenze definitive all’anno. Questo numero esiguo dimostra che molte vittime non ottengono giustizia e che molti autori restano impuniti, a parere di Piattaforma Tratta.
Oltre alla scarsa sensibilizzazione degli attori coinvolti nella procedura penale, questo fenomeno è dovuto anche alla formulazione dell’articolo 182 del Codice penale. Quest’ultimo non definisce chiaramente gli elementi costitutivi della tratta di esseri umani, in particolare quando essa è finalizzata allo sfruttamento lavorativo, sottolinea la Piattaforma.
Per questo le organizzazioni accolgono con favore l’annuncio da parte del Consiglio federale di una revisione di questo articolo. Qualsiasi misura che consenta di migliorare il perseguimento del reato di tratta è ben accolta. Tuttavia, in caso di modifica, la protezione delle vittime deve essere sempre garantita, sottolinea Leila Boussemacer, legale di una delle organizzazioni affiliate alla Piattaforma.
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