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Trapianto d’organi, il consenso presunto solo dal 2026

Sala operatoria con un operatore sanitario con la borsa per custodire l'organo espiantato.
I donatori, seppur aumentati nel 2023, sono comunque sempre pochi. Questo significa che la durata dell’attesa per un trapianto di organo può essere anche di anni. KEYSTONE/© KEYSTONE / MARTIAL TREZZINI

Votato dal popolo il 15 maggio del 2022, il modello del consenso presunto per la donazione di organi non potrà entrare in vigore prima del 2026. Si deve infatti attendere la disponibilità dell'identità elettronica (Id-e) necessaria per iscriversi nel registro dei donatori. 

La tempistica è stata comunicata il primo maggio dal Consiglio federale che ha posto in consultazione, fino alla fine di agosto 2023, le necessarie modifiche d’ordinanza. Fino allora il prelievo di organi destinati al trapianto sarà possibile solo in caso di dimostrato accordo del donatore o dei suoi famigliari.  

Proprio per cambiare questa situazione e fronteggiare la mancanza di organi, il primo ottobre 2021 il Parlamento aveva adottato l’introduzione in Svizzera del principio del consenso presunto per la donazione di organi e di tessuti. Una soluzione che a suo tempo ha trovato diversi oppositori tanto che contro la legge fu lanciato un referendum, poi riuscito. In occasione della votazione popolare del 15 maggio 2022 l’elettorato si era però pronunciato a favore della modifica della legge sui trapianti così come voluta dal Parlamento. 

Perché attendere il 2026 per una legge approvata già nel 2022?  

Il nuovo modello del consenso presunto per la donazione di organi potrà entrare in vigore solo quando sarà disponibile l’identità elettronicaCollegamento esterno (Id-e statale), necessaria per iscriversi nel registro dei donatori.  

Questo registro, come spiega il Consiglio federale, è necessario per poter documentare le dichiarazioni delle persone che vogliono manifestare il proprio rifiuto alla donazione, il loro consenso oppure l’intenzione di limitare il consenso solo a determinate parti del corpo. Per accedere a tale registro, che sarà online, occorrerà disporre di una identità elettronica. 

Ciò significa che si deve attendere la Legge federaleCollegamento esterno sul mezzo d’identificazione elettronico che, in base all’attuale pianificazione, dovrebbe entrare in vigore nel 2026. Anche in futuro si potrà comunque sempre esprimere la propria volontà riguardo alla donazione di organi tramite la tessera di donatoreCollegamento esterno

Consenso presunto, non consenso implicito 

Il principio del consenso presunto non va confuso con quello del consenso implicito, in vigore nella maggior parte dei Paesi europei. Anche in futuro, in Svizzera, i parenti verranno ancora coinvolti nel processo decisionale nel caso in cui il defunto non renda note le sue intenzioni. I famigliari potranno quindi negare il prelievo se sanno o presumono che il loro caro sarebbe stato contrario. In mancanza di una dichiarazione precisa e nell’impossibilità di raggiungere un parente non sarà permesso toccare gli organi. 

Tale cambiamento di principio, ovvero il passaggio dal consenso esplicito al consenso presunto, è stato pensato in primis per ridurre le liste di attesa, in cui i pazienti possono restare impantanati per mesi o diversi anni, sperando di trovare ad esempio un cuore, un polmone, un fegato o un rene.  

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Il progetto di modifica dell’ordinanza sui trapianti prevede che per determinati tipi di trapianto rari o innovativi (ad esempio del viso o delle mani) resti in vigore il consenso esplicito.  

Nonostante la carenza di donatori e donatrici, se un organo donato non può essere trapiantato in Svizzera perché non esistono riceventi idonei in lista d’attesa, viene messo a disposizione delle organizzazioni di attribuzione estere. Viceversa, anche la Svizzera può ricevere degli organi da queste organizzazioni. Come dimostra il grafico, negli anni scorsi la Svizzera ha generalmente ricevuto più organi dai Paesi europei di quanti ne abbia offerti. 

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Qualcosa sta cambiando tra i donatori

Se sia stata la sensibilizzazione sul tema dei trapianti condotta durante la campagna per la votazione federale del 2022 a favore del consenso presunto, non potremo mai saperlo, ma nel 2023 il numero di trapianti di organi in Svizzera è cresciuto quasi del 20% rispetto all’anno precedente. In totale sono stati trapiantati 694 organi (585 nel 2022).  

In generale reni e fegato occupano i primi due posti tra gli organi trapiantati, seguiti al terzo posto dal cuore e dai polmoni al quarto. Ricordiamo inoltre che in Svizzera reni e fegato fanno parte della categoria di organi che possono essere parzialmente prelevati da donatori e donatrici viventi. A questi si vanno ad aggiungere cellule staminali del sangue.  

In Italia, dal 2012, è consentito, oltre a reni e fegato, anche la donazione parziale – in vita – di polmoni, pancreas e intestino.   

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Tempi d’attesa per un trapianto

I donatori, seppur aumentati nel 2023, sono comunque sempre pochi. Questo significa che la durata dell’attesa per un trapianto di organo può essere anche di anni. Il grafico che segue mostra quanto tempo hanno atteso per un organo i riceventi nel 2022. Sono indicati i quartili superiore e inferiore del tempo d’attesa e il valore mediano. Cerchiamo di spiegare innanzi tutto questi termini “tecnici”. 

Il valore mediano fornisce un’indicazione in giorni: per un determinato organo la metà delle persone sulla lista d’attesa ha dovuto attendere meno e l’altra metà più a lungo rispetto a questo valore mediano. Per quanto riguarda i “quartili”, un quarto dei pazienti ha aspettato meno del valore indicato in giorni per un organo (quartile inferiore). Un quarto dei pazienti ha aspettato più del valore indicato prima di ricevere un organo (quartile superiore).  

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Come spiega infine ancora il Consiglio federale, l’introduzione del principio del consenso presunto implica un’informazione periodica ed esaustiva alla popolazione che raggiunga anche le cerchie di persone di lingua straniera. A questo scopo saranno organizzate campagne d’informazione.  

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