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Traffico di migranti tra Varese e il Ticino

migranti camminano su binari
L'organizzazione avrebbe gestito il trasferimento illegale di cittadini turchi, in prevalenza di etnia curda, lungo la rotta balcanica. Copyright 2022 The Associated Press. All Rights Reserved

Un'operazione coordinata tra le polizie italiana e svizzera ha portato all'arresto di otto persone accusate di gestire un'associazione criminale che favoriva l'immigrazione clandestina di cittadini turchi in Europa.

La Polizia di Stato di Varese, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di otto persone – sette di origine turca e una italiana – accusate di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con ramificazioni internazionali tra Italia, Svizzera, Germania e Francia.

Stando all’agenzia di stampa ANSA, dalle indagini – coordinate con il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e con il supporto di Eurojust – è emerso che l’organizzazione avrebbe gestito il trasferimento illegale di cittadini turchi, in prevalenza di etnia curda, lungo la rotta balcanica fino ai Paesi del Centro e Nord Europa, tra cui Svizzera, Germania, Francia, Norvegia e Regno Unito.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Varese insieme all’Ufficio federale di polizia (fedpol), avrebbe documentato l’esistenza di una struttura criminale attiva in più Stati europei. I migranti, privi di titolo per l’ingresso nell’UE, avrebbero pagato tra i 6’000 e i 7’000 euro a persona per raggiungere le destinazioni finali.

Coordinatore turco in Italia

In Italia il gruppo sarebbe stato coordinato da un cittadino turco ritenuto ai vertici dell’organizzazione, incaricato di indirizzare i migranti verso il confine svizzero, fornendo indicazioni per eludere i controlli di frontiera. I migranti venivano ospitati temporaneamente in appartamenti utilizzati come “safe house” a ridosso del confine, prima del passaggio a piedi tra Lavena Ponte Tresa, in Italia, e Ponte Tresa, nel canton Ticino.

Gli investigatori hanno ricostruito, tra aprile e settembre 2024, almeno 37 episodi di traffico di migranti per un totale di 134 persone, molte delle quali famiglie con bambini e neonati. Nel corso delle indagini sarebbe inoltre emerso che l’organizzazione avrebbe favorito l’ingresso illegale in Europa di circa 200 migranti transitati attraverso altri valichi del Nord Italia. La Procura sottolinea che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.

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