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A processo a Bellinzona i genitori di un combattente Isis

La sede del Tribunale penale federale a Bellinzona.
La sede del Tribunale penale federale a Bellinzona. © Keystone / Ti-press / Pablo Gianinazzi

I genitori di un combattente dell'Isis devono presentarsi oggi davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Fra il 2016 e il 2019 avrebbero versato al figlio in Siria circa 50'000 franchi, infrangendo così le leggi riguardanti Al-Qaida e lo Stato islamico.

Il giovane svizzero si è convertito all’Islam e in particolare all’ideologia radicale del salafismo. Ha lasciato la Confederazione nell’aprile 2015 per unirsi all’Isis in Siria, dove ha effettuato addestramenti militari e religiosi.

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In Siria ha sposato una francese, anche lei radicalizzata, si legge negli atti d’accusa del Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Nel giugno 2019 il giovane è stato catturato dalle forze curde e il procedimento nei suoi confronti ha luogo separatamente.

Il MPC accusa i genitori, domiciliati nel canton Ginevra, di aver versato al figlio – su sua richiesta – circa 50’000 franchi. Il denaro sarebbe andato all’imputato, a sua moglie, a un amico e allo Stato islamico.

Pagamenti anonimi

Gli importi dei pagamenti variavano da qualche decina di franchi a diverse migliaia. Avvenivano tramite Western Union oppure con Ticket Premium, un sistema di pagamento anonimo.

Nel caso di alcuni versamenti particolarmente corposi venivano poi utilizzati degli intermediari. La madre dell’imputato ha ad esempio consegnato nel 2019 40’000 franchi a due persone giunte a Berlino, sottolinea l’MPC.

Il processo dovrebbe durare uno o due giorni.

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