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Tetto all’immigrazione, la variante ticinese

Presentata a Berna la soluzione al dopo-9 febbraio: chiamato "bottom-up", è un modello flessibile che si concentra sui mercati regionali del lavoro

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Si chiama “bottom up”. È frutto del lavoro dell’ ex-segretario di Stato Michael Ambühl. E si tratta di un modello ascendente, che si concentra anzitutto sui mercati regionali del lavoro, tenendo sotto stretta sorveglianza i salari e la disoccupazione.

È la proposta alternativa di clausola di salvaguardia per l’applicazione dell’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa, per il dopo-9 febbraio. Il Ticino l’ha presentata lunedì a Berna.

“Il Consiglio federale è al corrente di quanto il Ticino sta portando avanti”, spiega alla RSI il direttore del DFE Christian Vitta. “Noi miriamo ad un modello che sia flessibile e mirato alle differenti esigenze del paese. E dunque riteniamo che quanto presentato possa raccogliere consenso”.

Il Ticino, a 3 giorni di distanza dalla conferenza stampa del Consiglio federale, mette insomma sul tavolo una soluzione che ha il pregio, sostiene Bellinzona, d’essere compatibile con la libera circolazione. Rimane ora da sapere come sarà accolta da Berna.

CSI/joe.p.

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