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Terroristi tra i rifugiati?

Il consigliere federale Ueli Maurer teme infiltrazioni attraverso i canali dell'asilo e chiede più personale alle frontiere. Cauto invece il segretario di Stato alla migrazione Gattiker

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 novembre 2015 - 14:52

Il consigliere federale Ueli Maurer teme infiltrazioni terroristiche attraverso i canali utilizzati dai rifugiati. In due interviste a domenicali svizzerotedeschi, il ministro della Difesa afferma che "è possibile immaginare che anche in Svizzera siano entrati individui o gruppuscoli legati all'eversione di matrice islamica. Le potenziali "cellule dormienti" potrebbero vivere tranquillamente nel nostro Paese rappresentano il pericolo peggiore visto che su queste persone non esistono praticamente informazioni", ha concluso il consigliere federale.

E dopo i fatti di Parigi il consigliere federale udc chiede un incremento degli effettivi delle guardie ai confini. ma la proposta risulta di difficile applicazione a breve per i tempi tecnici necessari all'organizzazione e alla preparazione del personale federale.

Molto più prudente sul tema è invece il segretario di Stato alla migrazione Mario Gattiker, che in un'intervista alla SonntagsZeitung precisa che tutti i richiedenti asilo che vengono assegnati ai cantoni vengono preventivamente registrati e identificati. Le autorità, aggiunge Gattiker, procedono ad un esame ad ampio spettro e nell'eventualità che si prospettino dubbi le pratiche vengono trasmesse al Servizio informazioni della Confederazione per ulteriori analisi e approfondimenti.

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