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Sventato un attentato vicino all'aeroporto di Ginevra

Una cellula legata all'IS avrebbe progettato di far esplodere le cisterne di Vernier, a pochi chilometri dall'aeroporto di Ginevra. È quanto emerso da un'inchiesta condotta dal quotidiano Le Temps che ha portato alla luce il piano funesto sventato dal Servizio di intelligence della Confederazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 febbraio 2020 - 21:49
tvsvizzera.it/fra con RSI
L'obiettivo degli attentatori. Keystone / Salvatore Di Nolfi

La figura centrale di questo progetto sarebbe stata un 25enne cresciuto a Lignon vicino a Ginevra, convertito all'Islam nel 2013 e affiliato al gruppo terroristico solo due anni dopo. L'uomo descritto come "socievole" e "affidabile" sarebbe detenuto in una prigione del Kurdistan siriano dove avrebbe negato, sempre secondo la testata, ogni addebito.

Secondo la testata romanda, alla fine dell'estate del 2018, servizi segreti americani avrebbero inviato documenti alle loro controparti svizzere, con tutti i dettagli in merito all'attentato. Questa minaccia, presa sul serio dalle autorità di Ginevra, avrebbe portato le autorità ad adottare misure speciali per proteggere i siti rischiosi del Cantone. L'attacco era previsto per "fine aprile o inizio maggio 2019".

Una conferma, nessuna smentita

Il consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia ha confermato venerdì un progetto di un attentato terroristico avente quale obiettivo il deposito di idrocarburi di Vernier. L'Intellingence elvetica ha comunicato che non commenta le sue attività operative. Dal canto suo, il Ministero pubblico della Confederazione non ha voluto confermare tali informazioni né precisare se un'inchiesta sia stata aperta su questo caso particolare. Si è limitato ad indicare che l'Ministero pubblico collabora strettamente con varie autorità federali e cantonali incaricate di lottare contro il terrorismo.

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