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Svizzera uccisa in Mali, la rivendicazione in un video

La missionaria basilese Béatrice Stöckli, rapita e uccisa da jihadisti, durante un suo soggiorno in Burkina Faso Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved.

La morte della cittadina svizzera rapita in Mali Béatrice Stöckli è stata rivendicata in ottobre in un video di un gruppo estremista musulmano, secondo quanto ha riferito la Radiotelevisione svizzera romanda RTS.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 febbraio 2021 - 21:07
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 10.2.2021)

La missionaria evangelica era stata sequestrata nel gennaio 2006 a Tumbuctù. Finora la notizia del suo decesso si basava su testimonianze di altri ostaggi ma il video fuga ogni dubbio.

"Tutte le notizie che abbiamo ci portano a concludere che la Signora Stöckli è deceduta. Non abbiamo nessun'altra informazione che potrebbe farci credere il contrario", ha precisato in proposito il ministro degli Esteri Ignazio Cassis.

Non è noto quando il video fatto recapitare dai terroristi sia stato girato ma le autorità elvetiche ne avevano conoscenza da parecchi mesi e hanno potuto accertarne l'autenticità.

Nel filmato il movimento jihadista denominato Gruppo di sostegno all'Islam e ai musulmani evoca un "tentativo fallito" che avrebbe portato alla morte della donna svizzera, senza però precisare a quale tentativo si riferisca. L'organizzazione terroristica accusa in proposito la Francia di essere responsabile dell'esito tragico della vicenda.

La morte di Béatrice Stöckli era stata annunciata in ottobre, qualche giorno dopo la liberazione di diversi ostaggi, uno dei quali aveva affermato che la basilese era stata uccisa alcune settimane prima: secondo il racconto della testimone, la donna sarebbe stata condotta dai terroristi dietro a una duna e si sarebbe udito uno sparo.    

Ma se la sua sorte è ormai accertata, restano in sospeso parecchi interrogativi. Perché i sequestratori l'hanno freddata dopo 4 anni di detenzione e dove si trova il suo corpo? Quesiti cui il consigliere federale Ignazio Cassis ha cercato, senza successo, risposte nella sua visita nel paese africano.

Nei colloqui intrattenuti con i dirigenti locali è stato fatto riferimento alla vicenda. Ma tutti i tentativi di negoziato per recuperare i resti della missionaria sono a un punto morto e i governanti malaiani non sembrano in grado di fornire ulteriori informazioni.

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