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Gli ospedali vogliono fare concorrenza alle case farmaceutiche

Le terapie cellulari sono il trattamento del futuro in ambito oncologico. Il problema? Costano tanto. Per ridurre la fattura delle case farmaceutiche, gli ospedali svizzeri intendono allearsi al fine di sviluppare le proprie terapie cellulari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2019 - 09:52
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La nuova terapia cellulare messa a punto dalla Novartis per curare varie forme di leucemia dovrebbe costare attorno ai 300'000 franchi.

Troppo, affermano alcuni. "Siamo convinti che queste terapie oncologiche possono essere realizzate con costi ben inferiori", dichiara alla NZZ am Sonntag Roger von Moos, presidente del Gruppo svizzero di ricerca clinica sul cancroLink esterno (SAKK) e responsabile del reparto di oncologia dell'ospedale cantonale di Coira. Il prezzo potrebbe scendere di almeno un terzo, sostiene von Moos. 

Le infrastrutture necessarie esistono già nella maggior parte degli ospedali universitari, spiega dal canto suo Thomas Cerny, presidente della fondazione Ricerca svizzera contro il cancro.Link esterno Per concretizzare questo progetto, gli ospedali universitari hanno creato una piattaforma comune.

A differenza di un farmaco oncologico tradizionale, la terapia cellulare è personalizzata. Il paziente deve andare in ospedale, dove gli viene prelevato il sangue. Nel caso del trattamento proposto dalla Novartis, il campione viene poi spedito in un laboratorio in Germania, dove vengono sviluppate delle cellule in grado di riconoscere e di combattere quelle tumorali una volta re-iniettate nel paziente. La

La terapia oncologica individuale è però costosa. "Poiché durante la cura i pazienti devono rimanere in ospedale, sarebbe più sicuro sviluppare le cellule immunitarie direttamente sul posto", precisa Thomas Cerny.

Alcuni progetti per sviluppare queste cellule in loco sono già in corso, ad esempio agli ospedali universitari di Losanna e Berna o all'Istituto oncologico della Svizzera italiana.

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