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Tavolino magico Quando la spesa costa un solo franco

"Tavolino Magico" ogni settimana aiuta quasi ventimila persone che vivono sotto la soglia della povertà. L'associazione che compie 20 anni si occupa di recuperare il cibo non venduto e ridistribuirlo settimanalmente alle persone in difficoltà. Per ogni spesa si paga la cifra simbolica di un franco.

tavolino

Una giornata con il tavolino magico

Il sole non è ancora sorto quando arriviamo. Fuori fa freddo, dentro si beve caffè appena sfornato da un distributore automatico. Una ventina di persone aspetta nella sala pausa. Sono soprattutto autisti e loro partner che, a bordo di sei camion, gireranno il Ticino e parte della Mesolcina per raccogliere alimenti che non possono più essere venduti, ma che sono ancora perfettamente commestibili. Cibo di alta qualità che altrimenti sarebbe stato destinato al macero.

Tavolino magicoLink esterno, fatti e cifre

Sono sei le piattaforme in Svizzera che nel 2017 (ultimi dati disponibili) hanno salvato quasi 4 mila tonnellate di cibo, poi distribuito a 18'400 persone bisognose attraverso 125 centri di distribuzione gestiti da 2'900 volontari. Per accedere al servizio di Tavolino Magico occorre disporre di una carta acquisti, che viene rilasciata dai servizi sociali comunali.

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Siamo a Cadenazzo, nella piattaforma logistica per la Svizzera italiana di Tavolino Magico. L’organizzazione festeggia quest’anno i 20 anni di attività in Svizzera. Apolitica e aconfessionale, è nata su spinta della grande distribuzione e si occupa di recuperare il cibo non venduto e ridistribuirlo settimanalmente alle persone in difficoltà.

Tavolino magico ha quindi una duplice anima, ecologica (ridurre gli sprechi) e sociale: da un lato permette a chi non riesce a sbarcare il lunario di fare, una volta a settimana, una spesa abbondante; dall’altro garantisce un posto di lavoro a chi non ce l’ha più. A Cadenazzo, il team è infatti composto da 50 collaboratori temporanei provenienti da programmi occupazionali. “Non salviamo solo yoghurt, ma anche persone”, ci spiegano.

Il lavoro è rapido e preciso. Una volta fatto il giro dei donatori (aziende e supermercati) il cibo deve essere smistato e preparato, con particolare attenzione alla catena del freddo, per raggiungere settimanalmente i centri di distribuzione.

Quelli della Svizzera italiana sono diventati 14, dopo l’apertura, a inizio anno, di un nuovo satellite all’interno dello stadio di Cornaredo. È il terzo nella città di Lugano, il quinto nel distretto.

La povertà in Svizzera

Il tasso di povertà in Svizzera è tornato a crescere, oscillando tuttavia nell’ambito della volatilità statistica, spiega l’Ufficio federale di statisticaLink esterno (UST), attestandosi nel 2016 (ultimi dati disponibili) al 7,5% della popolazione. Nel 2016 erano quindi 615‘000 le persone che viveva in condizioni di povertà reddituale. Tra i gruppi più esposti rientravano le persone sole o in economie domestiche monoparentali con figli minorenni, chi èsenza formazione scolastica post-obbligatoria e chi vive in una famiglia dove nessuno lavora.

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