Tassi ipotecari svizzeri a rischio a causa del conflitto in Medio Oriente
La stabilità dei tassi ipotecari in Svizzera, attualmente a livelli storicamente bassi, potrebbe essere compromessa dalla guerra in Medio Oriente e dal conseguente rincaro dei prezzi di energia e materie prime.
Dall’estate scorsa i tassi ipotecari in Svizzera si mantengono su livelli storicamente bassi, ma questa fase di stabilità potrebbe essere minacciata dalla guerra in Medio Oriente e dal conseguente rincaro dell’energia e delle materie prime. A lanciare l’allarme è Moneypark, società attiva nella consulenza e intermediazione nel ramo.
Quanto più il conflitto si protrarrà nel tempo e quanto più incisivo sarà il suo impatto sui prezzi, tanto più probabile diventerà uno scenario di rialzo dei tassi, affermano gli specialisti di Moneypark in un’analisi pubblicata oggi. Questo rischio riguarderebbe in particolare i tassi a lungo termine, come quelli decennali: sul fronte opposto, i contratti a breve scadenza (2 anni) potrebbero invece beneficiare dell’effetto calmierante del franco forte.
Questa dinamica sta creando una marcata divergenza tra le diverse scadenze. L’attuale curva dei tassi, particolarmente ripida, sta sostenendo la domanda di finanziamenti con durate medie, intorno ai cinque anni, spiegano gli esperti. Parallelamente, si registra un interesse superiore alla media per le ipoteche Saron. Molti debitori starebbero scommettendo su un ritorno dei tassi negativi, aspettando il momento giusto per passare a un’ipoteca fissa ancora più conveniente.
Nonostante queste incertezze, la maggior parte dei circa 50 istituti di credito interpellati da Moneypark prevede una lunga fase di tassi zero, grazie al perdurare di un’inflazione contenuta in Svizzera. Per quanto riguarda il franco, ritenuto estremamente forte, gli operatori credono che la Banca nazionale svizzera (BNS) continuerà a contrastarlo principalmente con interventi sul mercato dei cambi, piuttosto che con un ritorno ai tassi negativi.
Cambi radicali nella seconda metà dell’anno
Lo scenario potrebbe comunque cambiare radicalmente nella seconda metà dell’anno. Se il conflitto in Medio Oriente si trascinasse, facendo schizzare i prezzi dell’energia, le banche centrali di altri paesi potrebbero essere costrette ad alzare i tassi per combattere l’inflazione. Una mossa che, a catena, finirebbe per poter essere seguita anche dalla BNS. Al capitolo incertezze non bisogno inoltre dimenticare i dazi statunitensi, che rimangono un’enorme incognita per l’economia globale e l’andamento dei tassi.
Nonostante le nubi all’orizzonte, la preferenza degli svizzeri resta comunque saldamente ancorata alle ipoteche fisse decennali. Alla fine della settimana scorsa il tasso di riferimento per questa durata si attestava all’1,80%. Per le ipoteche quinquennali, il tasso era all’1,43%, mentre per la Saron a tre mesi si fermava all’1,04%.
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