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“Le mestruazioni non sono un lusso”

Tampone
I prodotti igienico-sanitari non sono considerati "beni di prima necessità" e quindi sono soggetti alla normale IVA del 7,7% Keystone / Federico Gambarini

Al motto di "Bloody Unfair - Ridurre la tassa sui tamponi", l'associazione indipendente Campax ha lanciato giovedì, Giornata internazionale della donna, una petizione per abbassare le imposte sui prodotti igienici femminili.


La petizione chiede che tamponi, assorbenti e altri prodotti per l’igiene intima siano soggetti all’aliquota IVA ridotta del 2,5% invece dell’attuale 7,7%,

L’IVA ridotta è applicata ai beni di prima necessitàCollegamento esterno. Fra questi pane, acqua e medicinali. Ma l’IVA ridotta si applica anche a diversi prodotti legati all’agricoltura, tra cui i fiori recisi.  

 Il fatto che un’aliquota più elevata venga applicata ai prodotti igienici per donne è “dannatamente ingiusto” (“bloody unfair, utilizzando un gioco di parole con l’inglese – traducibile letteralmente con “sanguinosamente ingiusto”).

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L’obiettivo di Campax Collegamento esternoè di compiere un primo e significativo passo per l’abolizione della Pink Tax (tassa rosa), ovvero la differenza di prezzo che esiste, a parità di prodotto, tra la versione per donna (quasi sempre più costosa) e quella per uomo.

L’associazione in seguito si occuperà di individuare – anche tramite un sondaggio – i prodotti o i servizi per cui le donne sono tenute a pagare un prezzo più elevato.

La petizione chiede di sostenere una mozione in tal senso del consigliere nazionale Jacques-André Maire. Quest’ultimo chiede che venga applicata l’aliquota ridotta del 2,5% ai prodotti per l’igiene di base del corpo, tra cui tamponi e assorbenti, ma anche pannolini per neonati, carta igienica, sapone e dentifricio. Secondo una stima del deputato neocastellano, il gettito totale derivante dall’IVA per questi prodotti si attesta attorno a 10-15 milioni.

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