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Tamedia si riorganizza, taglia posti di lavoro, divide la stampa dal digitale e punta sul’IA

La CEO di Tamedia Jessica Peppel-Schulz.
La CEO di Tamedia Jessica Peppel-Schulz. Keystone-SDA

Per adattarsi ai nuovi modelli di consumo dei media, Tamedia ha annunciato una vasta riorganizzazione che prevede la separazione tra digitale e stampa, un forte investimento nell'intelligenza artificiale e il taglio di una trentina di posti di lavoro.

Tamedia avvia una profonda riorganizzazione, puntando tutto sulla separazione tra digitale e carta stampata, come pure sull’intelligenza artificiale.

La ristrutturazione annunciata martedì dalla società editoriale zurighese comporterà un taglio di 25-30 posti di lavoro a tempo pieno che sarà accompagnato da un piano sociale per i dipendenti interessati.

A partire dal primo marzo 2026, l’azienda verrà suddivisa in due unità distinte: “Premium Digital” e “Premium Print & E-Paper”. L’obiettivo dichiarato è creare “la migliore offerta a pagamento della Svizzera” e potenziare il giornalismo di qualità. Contemporaneamente, tutte le attività legate all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale confluiranno in una nuova unità centrale “AI & Data”, direttamente dipendente dalla CEO Jessica Peppel-Schulz.

È cambiato l’uso dei media

“L’utilizzo dei media e il mercato pubblicitario hanno subito profondi cambiamenti”, commenta la presidente della direzione, citata in un comunicato. “È necessario accettare questa realtà e adeguarsi di conseguenza”. Sono passi dolorosi, ma necessari, argomenta la 56enne dirigente tedesca: si tratta di dare un futuro al giornalismo e alla società.

Tamedia trae le sue origini dal quotidiano zurighese Tages-Anzeiger (TA), fondato nel 1893. In seguito a tutta una serie di concentrazioni oggi l’azienda controlla fra l’altro anche Basler Zeitung, Berner Zeitung, Der Bund, Finanz und Wirtschaft, SonntagsZeitung, Schweizer Familie, Le Matin Dimanche, 24 heures e Tribune de Genève. L’organico è di 1’300 dipendenti. Tamedia fa a sua volta capo a TX Group, a cui appartiene il portale 20 Minuten (presente anche in Romandia e Ticino), la società di pubblicità Goldbach e – per la maggioranza – SMG Swiss Marketplace Group, azienda specializzata nelle piattaforme di annunci.

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