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La Svizzera è un Paese di sportivi

Svizzeri, un popolo di sportivi inveterati
Svizzeri, un popolo di sportivi inveterati Keystone-SDA

La popolazione elvetica ama l'attività sportiva, escursionismo in primis. Seguono il nuoto, lo sci e la corsa.

Poco più della metà degli svizzeri e delle svizzere ama trascorrere del tempo all’aria aperta praticando la corsa, il ciclismo, il nuoto, lo sci, oppure effettuando lunghe escursioni. Meno del 20% preferisce invece rimanersene in panciolle.

È quanto risulta da uno studio dell’Ufficio federale dello sport (UFSPO), che prende in considerazione il periodo 2020-2026, presentato martedì mattina ai media. Dall’indagine risulta che, complice anche il coronavirus e le restrizioni imposte, nel Ticino si è assistito a un calo marcato dell’attività fisica nel periodo in esame.

Centri fitness sempre più di moda

In un raffronto internazionale, la Svizzera è un Paese di sportive e sportivi. L’escursionismo raccoglie la maggioranza dei favori: è praticata dal 49% della popolazione. Seguono il ciclismo (34%), il nuoto (25%), lo sci (23%) e la corsa (23%).

Tali occupazioni sono tallonate dalla muscolazione (20%) e dallo yoga (16%), attività in crescita sempre più in voga, secondo la ricerca “Sport Svizzera” che ha coinvolto circa 15’000 persone di età pari o superiore a 15 anni.

Il servizio del TG 12.30 della RSI del 18 agosto 2026:

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Per la prima volta, risalta dall’indagine, i centri fitness contano più iscritti rispetto alle società sportive: il 22% delle persone di 15 anni o più è abbonata a una di queste strutture, mentre il 19% è attivo in una società sportiva. Come spiegare questa tendenza? Per la direttrice dell’UFSPO, Sandra Felix, questa evoluzione è frutto di una società sempre più individualista. Tuttavia vi sono altri fattori da tenere in considerazione, come la maggiore flessibilità offerta dai centri fitness. Detto in parole semplici, la gente vuole fare sport quando più le aggrada, ha spiegato.

Una certa stagnazione

Benché le sportive e gli sportivi in Svizzera rimangano numerosi, negli ultimi anni, secondo lo studio, vi è stata una certa stagnazione: la quota di persone molto attive (52%) così come quella delle persone inattive (17%) è rimasta praticamente immutata fra il 2020 e il 2026.

Per gli specialisti che hanno redatto questo documento è al momento impossibile stabilire se il boom dello sport osservato negli ultimi decenni stia volgendo al termine, o se segni semplicemente una pausa prima di riprendere.

Dal canto suo, il ministro dello sport, Martin Pfister, non ha voluto parlare di “crisi”. Tuttavia i dati dimostrano che i progressi in questo campo non sono scontati. Per questo è necessario a suo parere continuare a insistere sulla promozione dello sport, si è detto convinto.

Redditi bassi penalizzati

Lo studio rileva inoltre che le spese legate allo sport, seppur attestandosi a un livello elevato, non sono cresciute nel lasso di tempo considerato. In media, ammontano a 2’100 franchi a persona all’anno. La mancanza di risorse finanziarie rappresenta, del resto, uno dei motivi principali dell’inattività sportiva.

“Una persona con un reddito basso non ha i mezzi per permettersi un abbonamento in palestra o l’attrezzatura da sci”, ha chiosato Pfister. Più in generale, il consigliere federale del Centro ha sottolineato anche l’impatto dei fattori socioeconomici sull’attività sportiva, quali il livello di istruzione, l’età, il sesso o l’origine.

Rafforzare l’attività fisica

Nella strategia di promozione dello sport e dell’attività fisica 2040 è previsto di consentire l’accesso allo sport al maggior numero possibile di persone, comprese quelle svantaggiate o con disabilità, ha proseguito il “ministro” di Zugo. Verrà inoltre rafforzata la promozione tra i bambini e gli adolescenti.

Il Consiglio federale dovrà presentare la propria strategia all’inizio del 2027. I Cantoni e i Comuni svolgono un ruolo importante in questo ambito, ha aggiunto Felix, ricordando le offerte sportive gratuite promosse da alcuni comuni.

L’indagine deve consentire alla politica di capire i bisogni e le tendenze attuali, ha affermato Pfister, aggiungendo che l’attività sportiva si manifesta in forme molto diverse. Sebbene sempre più persone si allenino nei centri fitness, la pratica all’aria aperta rimane la modalità preferita per fare sport per due terzi della popolazione.

Il contatto con la natura, ma anche la salute, la forma fisica e il piacere di muoversi costituiscono le principali motivazioni per praticare sport, mentre competizione e ricerca della prestazione non sono più una priorità. Rispetto ad altri Stati europei, la Svizzera rimane un Paese estremamente sportivo, al pari dei Paesi scandinavi. Lo sport gode qui di un’immagine molto positiva.

Differenze regionali

Lo studio rileva inoltre differenze tra le regioni linguistiche. Nella Svizzera romanda e in quella tedesca, la pratica sportiva si mantiene più o meno ai livelli del 2020.

Si osserva invece un calo marcato in Ticino. Le ragioni? Potrebbe trattarsi, secondo la ricerca, di una conseguenza tardiva della pandemia di coronavirus, dato che questo cantone ha subito le maggiori restrizioni legate alle attività sportive rispetto al resto della Svizzera.

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