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Svizzera, quattro iracheni incriminati per terrorismo

Per la prima volta, presunti jihadisti finiscono nel mirino della Procura federale; sono accusati tra l'altro di aver pianificato un'azione terroristica

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La rete del terrore dello Stato islamico sarebbe arrivata anche in Svizzera. Per la prima volta, venerdì, il Ministero pubblico della Confederazione ha incriminato presunti jihadisti.

Si tratta di quattro giovani iracheni, accusati tra l’altro di partecipazione a un’organizzazione criminale, preparazione di un attacco terroristico, ripetuta rappresentazione di atti di cruda violenza e soggiorno illegale.

Per il momento, il Ministero pubblico della Confederazione non ha fornito dettagli sulle attività preparatorie di un attacco terroristico. Certo è che la Svizzera, dice il portavoce André Marty, è confrontata con una dimensione nuova. Non più una minaccia astratta, ma la concreta possibilità di un attentato.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, uno degli imputati sarebbe andato in Siria nel 2011, dove avrebbe avuto contatti con il nucleo dell’attuale Isis.Dopo l’entrata in Svizzera a inizio 2012, avrebbe mantenuto il contatto con l’organizzazione e, insieme a un altro imputato, avrebbe pianificato un attentato. Se fosse riuscito, l’Isis lo avrebbe poi rivendicato.

È stato grazie a una collaborazione internazionale, soprattutto con gli Stati Uniti, che i quattro iracheni sono stati arrestati e incriminati. Una collaborazione indispensabile, per la ventina di procedimenti penali aperti in Svizzera contro presunti jihadisti.

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