Svizzera blindata per il vertice G7
In vista del vertice G7 di Évian, la Svizzera ha mobilitato migliaia di uomini tra polizia ed esercito per garantire la sicurezza delle delegazioni internazionali che transiteranno per l'aeroporto di Ginevra.
Polizia, esercito, dogana: le forze dell’ordine sono pronte a garantire la sicurezza del Paese e delle delegazioni delle principali potenze mondiali che atterreranno a Ginevra per recarsi al vertice del G7 di Évian (Francia). Migliaia di persone sono state mobilitate.
L’aeroporto ginevrino è “la porta d’ingresso” del vertice di tre giorni che avrà inizio lunedì e “il biglietto da visita della Svizzera”, ha detto oggi ai media Alain Gaschen, delegato del Consiglio federale per il G7. Sebbene la collaborazione operativa con la Francia proceda molto bene, ad oggi non è stato raggiunto alcun accordo in merito alla ripartizione dei costi, ha sottolineato a pochi passi dalla pista d’atterraggio.
La Svizzera garantirà la sicurezza durante gli spostamenti delle delegazioni via terra e via aerea. A differenza del vertice del G8 del 2003, le delegazioni saranno tutte ospitate in Francia, il che limiterà l’impatto dell’evento sulla Confederazione, ha osservato Gaschen. Resta il fatto che gli spostamenti verso la regione del lago ne risentiranno, in particolare a causa del rafforzamento dei controlli alla frontiera a partire da domani.
Parmelin accoglierà gli ospiti
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin accoglierà all’aeroporto i capi di Stato e di governo dei Paesi membri del G7, nonché i leader degli Stati invitati. La Svizzera non è stata ufficialmente invitata al vertice.
Parmelin dovrebbe tuttavia poter partecipare ad alcuni eventi collaterali, ha sottolineato Gaschen. Il presidente della Confederazione aveva infatti indicato all’inizio di maggio che avrebbe dovuto partecipare alla cena di gala organizzata a Evian.
Tornando alla sicurezza, l’esercito impiega 4’000 militari in servizio di appoggio. Senza il sostegno dell’esercito, non si potrebbe reggere, secondo la comandante della polizia ginevrina Monica Bonfanti.
L’esercito si occuperà in particolare della sicurezza dei siti sensibili, della sorveglianza, della ricognizione e della protezione della sovranità aerea. “La popolazione può avere fiducia: le autorità sono preparate”, ha sottolineato dal canto suo il divisionario Raynald Droz.
La polizia ginevrina può inoltre contare sul sostegno delle forze di polizia di tutti gli altri cantoni, che alloggeranno al Palexpo durante l’evento. Sono attesi circa 1’600 rinforzi federali. Per motivi di sicurezza, le autorità non specificano il numero esatto delle forze complessivamente mobilitate.
40 posti letto all’Ospedale universitario di Ginevra
L’ospedale universitario di Ginevra (HUG) ha intanto fatto sapere di aver messo in atto un massiccio dispositivo per far fronte a un afflusso improvviso di feriti nel caso in cui la situazione dovesse degenerare in particolare nella manifestazione di domenica nella città di Calvino.
L’HUG ha previsto in particolare una quarantina di posti letto supplementari nei reparti di medicina, chirurgia e geriatria; ha ridotto gli interventi chirurgici non urgenti, che già erano stati programmati, del 20% fino al 18 giugno. Inoltre, davanti all’entrata per le emergenze per pazienti adulti, ha installato tende che serviranno ad accogliere molte persone contemporaneamente, ad esempio nel caso di manifestanti esposti a gas lacrimogeni.
Trump sì o Trump no?
La Francia, con il presidente Emmanuel Macron, attende conferme sulla partecipazione di Donald Trump al vertice. Si teme che il presidente statunitense possa non presenziare per l’intera durata dei tre giorni, come già accaduto in passato. Per incentivare la sua presenza, Macron avrebbe invitato Trump a una cena successiva al vertice, un’iniziativa che riflette gli sforzi diplomatici per assicurare la piena partecipazione degli Stati Uniti.
La presenza di Trump è ulteriormente rilevante data la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che cercherà il sostegno dei partner per un dialogo diretto con Vladimir Putin. L’Eliseo ha chiarito che non ci sono concessioni territoriali da fare alla Russia riguardo al Donbass, né motivi per revocare le sanzioni. Tuttavia, il dialogo con Trump si preannuncia complesso, considerando i precedenti in cui il presidente americano ha ritirato il suo appoggio al comunicato finale del G7 o ha abbandonato il vertice anticipatamente, esprimendo critiche nei confronti di Macron.
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