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Svizzera, arriva la tassa sulle auto elettriche

Una stazione di ricarica per auto elettriche nel canton Neuchâtel.
Una stazione di ricarica per auto elettriche nel canton Neuchâtel. © Keystone / Peter Klaunzer

Ne erano esentate dal 1997, ma dal prossimo gennaio le vetture elettriche per trasporto di persone o merci saranno gravate da un'imposta del 4%.

Il provvedimento era atteso, ma è arrivata solo oggi, mercoledì, la conferma dal Consiglio federale. Dal primo gennaio 2024, le automobili elettriche saranno assoggettate in Svizzera all’imposta sugli autoveicoli. Gli introiti così raccolti confluiranno nel Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomeratoCollegamento esterno (FOSTRA). In una nota diffusa oggi, mercoledì, il Governo federale ha annunciato di avere approvato una modifica della specifica Ordinanza, per consentire l’introduzione della tassa. La novità fa parte del piano di correzione del bilancio statale che era stato deciso in gennaio, che con questa delibera viene sgravato di quasi 150 milioni di franchi l’anno.

Fine di un’eccezione

Le vetture elettriche destinate al trasporto di persone o merci erano state esentate nel 1997 dal pagamento della tassa. All’epoca, il Consiglio federale aveva inteso creare incentivi economici per lo sviluppo della mobilità elettrica. Nel frattempo, ha spiegato oggi l’Esecutivo, la situazione è molto cambiata e le attuali condizioni del mercato non giustificano più un trattamento di favore verso le e-auto.

Nella stazione di servizio di Oftringen Ost, nel canton Argovia, la corrente è prodotta da pannelli fotovoltaici.
Nella stazione di servizio di Oftringen Ost, nel canton Argovia, la corrente è prodotta da pannelli fotovoltaici. © Keystone / Christian Beutler

Dal 2018 al 2022 il numero di veicoli elettrici importati è aumentato di quasi sei volte, passando da circa 8’000 a oltre 45’000 all’anno. Nel solo primo semestre del 2023, ne sono giunti in Svizzera circa 30’400, con un aumento del 66% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo incremento ha comportato un consistente calo delle entrate provenienti dall’imposta sugli autoveicoli: le perdite fiscali nel 2022 sono state di circa 78 milioni di franchi, mentre per il 2023 si prevede che si attesteranno su una cifra compresa fra i 100 e i 150 milioni.

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Denaro e consultazione

L’imposta sarà riscossa sul prezzo all’importazione dei veicoli e non su quello di vendita finale. Stando a informazioni del settore, grazie alla continua riduzione dei costi di produzione delle vetture elettriche, dal 2025 si dovrebbe raggiungere la parità di prezzo con le auto con sistema di propulsione fossile. In tal modo, in futuro dovrebbe essere dunque possibile realizzare un margine di profitto, senza supplementi per i consumatori e senza la necessità di sussidi statali.

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Se fosse stata mantenuta l’esenzione fiscale, le perdite stimate per il periodo dal 2024 al 2030 avrebbero raggiunto fra i due e i tre miliardi di franchi. Introducendo la tassa al 4%, il Governo federale intende dunque prevenire questo potenziale disavanzo. Berna ha precisato di avere tenuto conto, per la decisione, dei risultati della consultazione che si è svolta dal 5 aprile al 12 luglio 2023. La netta maggioranza dei soggetti che hanno partecipato alla procedura si è espressa a favore della modifica. Solo un terzo di loro ha invece chiesto di posticipare l’entrata in vigore della tassa, precisa il Governo. Fra questi, c’era l’associazione degli importatori Auto-Svizzera, che in marzo aveva esplicitamente chiesto il mantenimento del privilegio fiscale.

Quanto ai partiti politici, nell’ambito della procedura di consultazione tutti, tranne l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) si erano detti a favore della modifica annunciata mercoledì. Il Partito socialista (PS, centro-sinistra) aveva chiesto che il denaro così raccolto fosse destinato solo al fondo per le periferie e non a quello dedicato alle strade nazionali. L’UDC aveva invece proposto di eliminare la tassa su qualunque genere di veicolo. La Federazione delle imprese svizzere Economiesuisse si era detta favorevole ad una progressiva introduzione dell’imposta, con l’obiettivo di arrivare al 4% nel 2028.

Prospettive svizzere

In agosto 2023, i risultati di un sondaggioCollegamento esterno realizzato dall’istituto di ricerca Sotomo su commissione dell’assicuratore Axa avevano segnalato sentimenti contrastanti sui veicoli elettrici nella popolazione svizzera. “La maggioranza tende ancora a vedere nella mobilità elettrica più svantaggi che vantaggi”, aveva scritto Sotomo. In particolare le batterie sarebbero considerate problematiche, a causa del loro impatto ambientale. Nella percezione dell’opinione pubblica, la questione delle batterie “annulla in gran parte” i vantaggi derivanti dalla riduzione delle emissioni, aveva commentato il politologo Michael Hermann dalle colonne del settimanale SonntagsZeitung. Sarà dunque particolarmente interessante osservare quale impatto la nuova tassa avrà sul mercato elvetico dei veicoli elettrici, e sulle preferenze d’acquisto di svizzere e svizzeri.

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