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Svizzera, oltre 37mila posti di lavoro persi nell'industria

Fondamentali i bilaterali per il mantenimento dei rapporti con il maggior partner commerciale: l'Unione Europea

In Svizzera i posti di lavoro nel settore industriale sono in diminuzione, una tendenza che si è esacerbata dopo l'abbandono della soglia minima di cambio da parte della Banca Nazionale circa un anno fa. Non si dovrebbe comunque parlare di deindustrializzazione, ma di cambiamento strutturale secondo l'associazione mantello del settore Swissmem. La situazione preoccupa però i sindacati, che chiedono l'intervento della politica.

Tra il 2008 e il 2015 i posti di lavoro andati persi nelll' industria sono stati 37'400, mentre l'edilizia ha fatto registrare un aumento di 23'400 impieghi, e il ramo dei servizi è addirittura esploso con 270'500 posti in più.

"Negli ultimi 10 - 15 anni è vero che c'è stata una riduzione del numero di persone attive nel settore industriale, la cui creazione di ricchezza è rimasta però costante. L'industria fornisce da anni il 20% circa del prodotto interno lordo."

Secondo UNIA, la politica deve investire di più nella ricerca, ma ci vogliono anche altre misure. Fondamentale per tutti rimane comunque il rapporto con il maggior partner commerciale della Svizzera, ovvero il mantenimento degli accordi bilaterali con l'Unione Europea.

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