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Sulle Alpi i pastori diventano digitali

Un trasmettitore testato nel Canton Uri rileva i movimenti anomali del gregge e emette segnali dissuasivi contro i predatori

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2016 - 20:57

Che il mondo stia cambiando a ritmi vorticosi sulla scia degli sviluppi tecnologici è un dato ormai acquisito. E anche i bucolici e periferici paesaggi alpini non vengono risparmiati dall'evoluzione in corso. Lo testimoniano i nuovi supporti tecnologici di cui si sono dotati in via sperimentale alcuni allevatori urani per la protezione delle greggi.

Grazie a un trasmettitore applicato al collare di un animale è infatti possibile rilevare i movimenti rapidi o innaturali del bestiame che indicano l'eventuale presenza di un predatore.

Al pastore non resta quindi altro che seguire gli spostamenti del gregge su tablet o smartphone e intervenire in caso di di allarme sonoro. E contemporaneamente un segnale ad alta frequenza, emesso dal trasmettitore, dovrebbe mettere in fuga il predatore di turno.

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