Stretta del Consiglio federale sulle grandi banche elvetiche
Per evitare future crisi finanziarie e salvataggi statali, il Consiglio federale ha avviato un progetto di revisione che mira a responsabilizzare i vertici delle banche, limitare i bonus rischiosi e rafforzare i poteri della FINMA.
Il Consiglio federale intende responsabilizzare maggiormente i vertici delle banche ed evitare i rischi derivanti da bonus elevati. A tale scopo l’Esecutivo ha avviato mercoledì la procedura di consultazione relativa alle nuove misure e regolamentazioni destinate agli istituti di credito di rilevanza sistemica, tra cui quelle volte a gestire meglio eventuali future crisi finanziarie.
Nel concreto, attraverso le modifiche della Legge federale sulle banche e le casse di risparmio (LBCR) e dell’Ordinanza sulla liquidità (OLiq), il Governo mira a colmare le lacune individuate nel cosiddetto dispositivo “too big to fail” (TBTF) e rafforzarlo in modo da garantire la continuità delle funzioni di rilevanza sistemica ed evitare salvataggi statali con misure d’emergenza, ha spiegato mercoledì a Berna la consigliera federale Karin Keller-Sutter in conferenza stampa.
Saranno inoltre ampliati gli strumenti e le competenze dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e l’accesso delle banche alla liquidità della Banca nazionale svizzera (BNS), ha puntualizzato la ministra.
In altre parole, con le revisioni l’Esecutivo intende ridurre il rischio che lo Stato, e quindi i contribuenti, debbano nuovamente farsi carico di rischi finanziari come avvenuto a seguito della crisi di Credit Suisse insorta nel marzo 2023.
A questo scopo, il Governo propone le misure già preannunciate nel giugno 2025, definite tenendo conto anche dei risultati emersi dalla Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI), ha precisato la responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Regime di responsabilità
Tra le altre cose, il Consiglio federale vorrebbe ancorare nella LBCR un regime di responsabilità per le banche con un’organizzazione di oltre 250 collaboratori. Gli istituti di credito interessati – ha sottolineato Keller-Sutter – dovranno stabilire in un documento e rendere trasparente a chi compete l’adozione delle singole decisioni, così da rendere chiara la ripartizione degli obblighi ai livelli gerarchici più alti e rafforzare la responsabilità personale dei dirigenti.
In caso di violazioni, la banca o la FINMA potranno adottare provvedimenti mirati. L’obiettivo, ha ribadito la “ministra” delle finanze, è quello di migliorare la cultura aziendale e del rischio delle banche e promuovere un governo d’impresa responsabile. Ulteriori requisiti già esistenti in materia di governo d’impresa saranno ora disciplinati a livello di legge, anziché a livello di ordinanza come avvenuto finora.
Meno incentivi per bonus
Per quanto riguarda le retribuzioni, per tutte le banche dovranno valere nuovi principi generali volti a ridurre i rischi e a evitare falsi incentivi. Tali disposizioni mirano a garantire uno sviluppo positivo a lungo termine dell’istituto e contrastano comportamenti di assunzione del rischio inappropriati, secondo l’Esecutivo.
All’alta dirigenza e ai dirigenti con una retribuzione elevata attivi in banche di rilevanza sistemica dovranno essere applicati in aggiunta il differimento delle componenti retributive variabili.
Se necessario, i bonus dovranno inoltre poter essere oggetto di restituzione, tramite le cosiddette clausole “clawback”, ha aggiunto la capa del DFF. In questo ambito la FINMA disporrà inoltre di possibilità di intervento rafforzate.
La FINMA potrà infliggere multe
La FINMA riceverà inoltre ulteriori competenze. Gli interventi precoci dovranno aiutare a proteggere gli interessi dei clienti delle banche.
Finora l’Autorità di vigilanza non ha potuto infliggere multe nei confronti di istituti finanziari che commettono infrazioni. Stando all’Esecutivo, le sanzioni amministrative pecuniarie (multe), tuttavia, non rappresentano l’elemento centrale degli strumenti TBTF, ma contribuiscono al rafforzamento della vigilanza e, a livello internazionale, rientrano tra gli strumenti standard.
Le multe vengono inoltre percepite dall’opinione pubblica come un segnale dell’esistenza di gravi lacune all’interno di un istituto finanziario, afferma il Consiglio federale. La prevista pubblicazione delle sanzioni ha quindi anche un effetto preventivo.
Entrata in vigore non prima del 2029
Nell’ordinanza sulla liquidità, il Consiglio federale intende disciplinare, tra l’altro, requisiti quantitativi minimi per l’accesso a liquidità garantita della BNS. Le banche più piccole non saranno interessate da questa misura. Le nuove disposizioni dell’ordinanza entreranno in vigore solo dopo che le modifiche legislative saranno state approvate dal Parlamento.
La procedura di consultazione relativa alla LBCR e alla OLiq durerà fino al 19 novembre 2026. Nel 2027 il Consiglio federale intende trasmettere il messaggio riguardante la legge sulle banche al Parlamento. Le nuove prescrizioni potrebbero quindi entrare in vigore al più presto all’inizio del 2029.
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