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Stessa pensione, ma due anni più tardi

La Commissione del Nazionale respinge l'aumento di 70 franchi delle rendite AVS, e propone un innalzamento dell'età pensionabile a 67

Alzare l'età della pensione a 67 anni. È quanto propone la Commissione per la sicurezza sociale e la sanità del Consiglio nazionale. Un meccanismo di intervento che scatterebbe solo se la situazione finanziaria dell'AVS [il primo pilastro, ovvero la componente pubblica della previdenza in Svizzera, ndr] dovesse peggiorare drasticamente.

La Commissione, che si é occupata dell'importante e complessa riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020, ha pure respinto l'aumento di 70 franchi delle rendite per compensare la diminuzione di quelle della previdenza professionale [secondo pilastro, ndr].

La riforma lanciata dal consigliere federale Alain Berset è di vitale importanza per il futuro delle nostre pensioni. Perché se non si fa nulla, con il progressivo invecchiamento della popolazione, sarà difficile garantire l'attuale livello delle rendite fino al 2030. Su questo, tutti d'accordo. A dividere: le misure da adottare.

La Commissione competente del Consiglio Nazionale ha confermato l'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne approvata dal Consiglio degli Stati lo scorso settembre, ma ha respinto l'aumento di 70 franchi dell'AVS per compensare la diminuzione del tasso di conversione, e quindi delle rendite pensionistiche.

La maggioranza della Commissione preferisce quindi non toccare l'AVS e adottare invece misure all'interno del secondo pilastro. Come ad esempio: l'inizio del versamento dei contributi a partire già dai 18 anni. Misure che non hanno convinto la minoranza composta dal Partito popolare democratico e dal Partito socialista.

Altra misura decisa venerdì: un meccanismo di intervento nel caso la situazione finanziaria dovesse peggiorare drasticamente. La politica avrebbe due anni per trovare una soluzione. Se non dovesse farcela, l'età di pensionamento verrebbe portata automaticamente a 67 anni e l'IVA aumenterebbe di 0,4 punti percentuali.

Minoranza e maggioranza si confronteranno a settembre in Consiglio Nazionale. Un confronto che sarà sicuramente acceso.

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