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Nessuna religione: il secondo "credo" più diffuso

Ben oltre uno su quattro: è ormai al 28% la quota di persone maggiori di 15 anni che, in Svizzera, si dichiara senza confessione religiosa. Una percentuale cresciuta di 8 punti dal 2010 al 2018, a scapito soprattutto della Chiesa evangelica riformata e quella Cattolica-romana, che nello stesso periodo hanno perso rispettivamente 5 e 3 punti. È quanto si legge nell'indagine pubblicata giovedì dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 gennaio 2020 - 20:35
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (Quotidiano del 31.01.2020)
Facciata della Casa delle religioni a Berna. Keystone / Peter Klaunzer

Che il legame della popolazione con le istituzioni religiose si eroda sempre più, lo rivela anche il fatto che il 71% dei residenti in Svizzera si reca al massimo cinque volte l'anno in un luogo di culto, per seguire una funzione. Solo meno di un terzo (30%) dei cattolici e un sesto (17%) dei musulmani dichiara di pregare tutti i giorni o quasi.

I più refrattari paiono essere coloro che si dichiarano musulmani o aderenti a comunità di derivazione islamica: il 46% di essi non ha mai partecipato a una funzione collettiva nel corso dell'anno precedente l'indagine e il 40% dichiara di non aver mai pregato negli 12 mesi (contro il 34% dei protestanti e il 26 dei cattolici).

La tendenza degli ultimi 8 anni richiama quella in atto da 40, periodo nel quale la quota di evangelici-riformati (il 45,3% nel 1980) risulta quasi dimezzata.

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Stando alla Rilevazione strutturaleLink esterno, nel il periodo 2010-2018 l'unico altro cambiamento sensibile riguarda la quota delle comunità musulmane: il 4,5% dei residenti nel 2010. La comunità ebraica rappresenta, oggi come allora, lo 0,2% della popolazione.

La Chiesa cattolico-romana è prevalente anche tra i soli cittadini svizzeri, con il 35,1%. I protestanti costituiscono il 29,1% della popolazione di nazionalità elvetica mentre i senza confessione il 26,1.

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Più religiosi se in difficoltà

Oltre una persona su due (56%) considera che la religione o la spiritualità rivesta un ruolo piuttosto o molto importante nei momenti difficili della vita; il 47% nell'educazione dei figli, il 43% nel proprio atteggiamento nei confronti dell'ambiente.

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