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Solar Impulse 2 si schianta nel Golfo del Messico

solar impulse 2 in volo
Il velivolo aveva l'apertura alare di di poco superiore a quella di un Boeing 747, ma pesava appena come un SUV. Keystone / Walter Bieri

Trasformato in un drone senza pilota e venduto alla società Skydweller, l'iconico velivolo Solar Impulse 2 ha concluso la sua storia schiantandosi durante un volo di prova per la marina statunitense, come riportato da un'agenzia USA.

È finita in modo inglorioso l’avventura nei cieli di Solar Impulse 2, l’aereo a energia solare ideato dallo svizzero Bertrand Piccard. Il famoso velivolo si è schiantato lunedì nelle acque del Golfo del Messico, si legge in un rapporto del National Transportation Safety Board (NTSB), l’agenzia statunitense che si occupa degli incidenti aerei.

L’informazione è stata inizialmente divulgata venerdì mattina dalla Radiotelevisione svizzera in lingua francese RTS. Solar Impulse, venduto nel 2019 alla società ispano-americana Skydweller, stava svolgendo dei test per la marina degli USA.

Secondo il rapporto preliminare sull’incidente, il velivolo ha subìto una perdita di potenza prima di cadere ed è andato completamente distrutto. Non vi sono vittime, anche perché da tempo era stato convertito al volo autonomo e dunque nessuno si trovava a bordo.

Stando all’NTSB, Solar Impulse era decollato dall’aeroporto di Stennis, nel Mississippi, all’alba del 4 maggio. È poi precipitato nelle acque internazionali della Baia di Saint-Louis. L’organo pubblicherà una relazione finale sull’accaduto al termine delle consuete indagini.

10 anni fa il giro del mondo

Il mesto epilogo giunge a praticamente 10 anni di distanza dall’impresa di Bertrand Piccard e André Borschberg, che, alternandosi alla guida dell’aereo a propulsione solare, riuscirono a completare il giro del mondo senza carburante, percorrendo oltre 42’000 chilometri in 17 tappe. Lo storico periplo attorno al globo partì il 9 marzo 2015 da Abu Dhabi e si concluse il 26 luglio 2016 nella stessa città emiratina.

Costruito in Svizzera, il velivolo in fibra di carbonio aveva un’apertura alare di poco superiore a quella di un Boeing 747, ma pesava appena come un SUV. Sulle ali trovavano posto più di 17’000 celle fotovoltaiche, capaci di farlo volare a velocità medie comprese fra 50 e 90 chilometri orari. Il progetto era costato quasi 170 milioni di franchi.

Tre anni dopo la gloria venne venduto, per un prezzo mai reso noto, a Skydweller. L’azienda voleva sfruttarlo per sviluppare, testare e commercializzare dispositivi volanti autonomi senza pilota, come droni per la sorveglianza ambientale.

Successivamente, un’inchiesta della RTS rivelò che l’aeromobile a energia solare sarebbe stato trasformato in un progetto militare. Dallo scorso luglio sono stati annunciati test finanziati dalla marina statunitense “per lo sviluppo d’intelligence marittima, sorveglianza e riconoscimento”.

Doveva tornare in Svizzera

Il contratto firmato con Skydweller prevedeva tuttavia che Solar Impulse sarebbe tornato prima o poi a casa, in Svizzera, per essere esposto al Museo dei trasporti di Lucerna.

Contattato da Keystone-ATS, l’ufficio stampa di Solar Impulse ha rilasciato una dichiarazione sull’incidente, precisando alcuni dettagli. “Sebbene non si trattasse più del velivolo Solar Impulse, essendo stato acquisito e ampiamente modificato dalla società privata Skydweller Aero per essere trasformato in un drone, il nostro team è rattristato dalla perdita di questa meraviglia tecnologica”.

“Dopo il suo volo intorno al mondo senza carburante, l’aereo è stato trasferito a Skydweller Aero e non all’esercito statunitense, come erroneamente riportato da alcuni media”, viene sottolineato nella reazione. “Da allora, ha subìto sostanziali modifiche in vista di una commercializzazione di droni in grado di rimanere in volo per diverse settimane per scopi di telecomunicazione, meteorologia, sorveglianza e osservazione”.

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