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Sika, primi nove mesi in crescita, ma pesa la Cina

Sika: primi nove mesi in crescita, ma pesa la Cina
Sika: primi nove mesi in crescita, ma pesa la Cina Keystone-SDA

Pur registrando una crescita complessiva e confermando gli obiettivi annuali, i risultati di Sika per i primi nove mesi sono stati penalizzati dal crollo del mercato immobiliare residenziale in Cina.

Sika archivia i primi nove mesi del 2026 in crescita, correggendo nel terzo trimestre il lieve calo accusato a metà percorso. Le difficoltà del mercato immobiliare residenziale in Cina hanno tuttavia pesato sulla performance della regione asiatica.

Il fatturato complessivo si è attestato a 8,7 miliardi di franchi, in aumento dell’1,6% su base annua, un dato che sale al 4,8% in valute locali, ha indicato venerdì il gruppo con sede a Baar (canton Zugo) attivo nelle specialità chimiche e noto per i suoi articoli usati soprattutto nell’edilizia e nell’industria, ma anche dai normali consumatori.

Il contributo dell’area Asia/Pacifico si è ridotto del 6,3% a 1,6 miliardi di franchi: escludendo le costruzioni in Cina, il resto della regione mostra comunque una crescita del 7,7%, precisa la multinazionale. Sostenuti in particolare da investimenti colossali nelle infrastrutture in Germania, i ricavi in Europa sono balzati del 5,8% a 4,1 miliardi. Nelle Americhe l’impresa ha registrato un +0,8% a 3,0 miliardi.

Il risultato operativo a livello Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) è salito dell’1,9% a 1,7 miliardi. La stessa progressione è stata osservata anche dall’utile netto, che ha raggiunto 888 milioni. La dirigenza conferma anche gli obiettivi per l’insieme dell’esercizio, che vertono su una crescita del giro d’affari – al netto degli effetti valutari – pari al 3-6%.

Il presidente della direzione Thomas Hasler parla in generale di una dinamica positiva, con un aumento delle quote di mercato in un contesto che rimane però poco dinamico. “Stiamo ottenendo questa performance superiore grazie alle nostre posizioni di leadership a livello globale in segmenti in forte crescita, in particolare nei grandi progetti infrastrutturali, nei data center e nelle infrastrutture energetiche”, argomenta il 61enne dirigente di nazionalità elvetica.

La reazione della Borsa alle novità di venerdì non è stata positiva: in mattinata l’azione Sika – che fa parte dei 20 titoli che compongono l’indice principale SMI – perdeva oltre l’1%, in un mercato generalmente orientato a un ribasso frazionale. Fra gli analisti pesano in particolare i dubbi riguardo ai possibili tempi della ripresa in Cina. Dall’inizio dell’anno il valore ha comunque guadagnato l’11%, mentre sull’arco di un lustro ha perso il 42%.

Fondata nel 1910 e nota anche al grande pubblico per il suo logo dal caratteristico triangolo rosso, Sika produce sistemi e prodotti per l’incollaggio, la sigillatura, l’isolamento, l’insonorizzazione, il rinforzo e la protezione, utilizzati specialmente nella costruzione e nell’industria automobilistica. Il gruppo è una realtà presente in un centinaio di paesi con oltre 400 fabbriche e 34’000 dipendenti. Nel 2025 ha realizzato un fatturato di 11,2 miliardi di franchi.

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